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Economia

Assegno Unico, che fine ha fatto? Ecco perché tante famiglie non lo hanno ancora ricevuto

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L’Assegno Unico non è arrivato a tante famiglie italiane. Cerchiamo di capire quali sono i motivi del ritardo.

Per quale motivo l’INPS non ha ancora erogato l’Assegno Unico Universale a tutti i richiedenti? Scopriamo le causa più comuni.

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Il mese di marzo 2022 è entrato in vigore l’Assegno Unico Universale dedicato alle famiglie con figli a carico minorenni o di età fino ai 21 anni. L’inoltro delle domande è iniziato il 1° gennaio dell’anno in corso e chi ha fatto domanda entro il 28 febbraio si è assicurato la ricezione dell’agevolazione fin da marzo. Un ritardo nell’invio della richiesta ha rinviato la prima erogazione al mese successivo ottenendo, però, gli arretrati spettanti. Siamo a fine giugno e, ormai, tutti i beneficiari dovrebbero aver inoltrato la domanda di accesso. Eppure tante famiglie stanno ancora attendendo il versamento. Probabilmente qualcosa è andato storto e l’INPS ha bloccato o rimandato a successivi controlli l’erogazione del denaro. Vediamo quali possono essere le possibili cause dello stop e come rimediare.

Assegno Unico, perché non arriva?

Per controllare lo stato della pratica basterà accedere al portale dell’INPS ed utilizzare le credenziali digitali per entrare in MyINPS e nella sezione dedicata. All’interno del fascicolo online si potrà conoscere lo stato di avanzamento della richiesta e spesso si potrà leggere la risposta alla domanda del perché l’erogazione non sia ancora avvenuta. L’INPS, potrebbe, ad esempio, aver inviato un messaggio al contribuente richiedendo ulteriore documentazione o un dato non presente nella domanda. I controlli più serrati vengono effettuati soprattutto nei confronti delle famiglie con figli a carico maggiorenni al fine di verificare la soddisfazione dei requisiti. Ricordiamo che l’Assegno spetta fino ai 21 anni a condizione che il ragazzo/a frequenti l’università, un corso di formazione scolastica o professionale o un tirocinio.

Cosa segnala lo stato della domanda

Lo stato di lavorazione della domanda può segnalare che l’istanza è stata accolta e, dunque, l’esito della richiesta positivo permetterà a breve di ricevere l’Assegno. Se lo stato è in istruttoria, invece, la domanda è ancora soggetta a controlli dell’INPS – così come lo stato in lavorazione – e le cause potrebbero essere diverse. Un cambiamento nel nucleo familiare, ad esempio la nascita di un figlio, potrebbe comportare dei ritardi. Non sarà sufficiente per il cittadino segnalare il lieto evento ma occorrerà compilare nuovamente la DSU comunicando la variazione. Le verifiche, poi, potrebbero riguardare le richieste di Assegno Unico avanzate dai percettori di Reddito di Cittadinanza. L’INPS ha comunicato nei mesi scorsi chi avrebbe dovuto inoltrare domanda (famiglie con figli a carico maggiorenni) e chi, invece, avrebbe ricevuto la misura automaticamente. L’assenza del modello RcD/AU oppure il doppio inoltro della domanda potrebbero essere causa di nuovi controlli e ritardi nel versamento.

Infine, l’ultimo stato di lavorazione potrebbe indicare che la pratica è stata respinta. In questo caso si potranno leggere le motivazioni nel fascicolo.

Come sollecitare il pagamento

Conoscendo i motivi del ritardo del versamento, il contribuente potrà risolvere la questione inviando la documentazione integrativa necessaria per lo sblocco della pratica. In alternativa potrà inviare un sollecito all’INPS sfruttando il servizio telematico INPS Risponde. La risposta dovrebbe arrivare entro 15 giorni. Se così non fosse si potrebbe procedere con l’inoltro di una PEC all’ente territoriale di competenza.

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