Pensione di reversibilità e figli con legge 104: come fare per ottenere l’importo massimo

La pensione di reversibilità è un diritto anche del figlio inabile al lavoro e maggiorenne. Come ottenerla?

La pensione di reversibilità spetta anche al figlio inabile maggiorenne del defunto, ma entro specifiche condizioni. Come fare domanda e da quando scatta il diritto ad incassare la somma.

pensione di reversibilità
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Dopo il decesso di una persona titolare di un trattamento pensionistico, i figli maggiorenni inabili al lavoro hanno diritto di conseguire la pensione di reversibilità. Tuttavia, dobbiamo subito puntualizzare che vi sono dei passaggi da rispettare e dei requisiti da avere, al fine di incassare il trattamento maturato dal familiare deceduto (in una percentuale).

Nel corso di questo articolo intendiamo proprio far luce sulla pensione di reversibilità al figlio inabile, per capire entro quali condizioni e limiti può essere erogata. I dettagli.

Pensione di reversibilità al figlio inabile al lavoro: il contesto di riferimento

In linea generale, la legge prevede la cd. pensione ai superstiti, riconosciuta dall’Inps ai familiari di una persona deceduta. Essa può essere di due tipi:

  • pensione indiretta, laddove il defunto non era andato ancora in pensione ma aveva conseguito il diritto al trattamento previdenziale in quanto aveva già pagato i contributi richiesti;
  • pensione di reversibilità, ovvero il caso in cu il defunto era già andato in pensione e incassava il relativo assegno.

In particolare, la reversibilità rappresenta un trattamento economico corrispondente ad una quota percentuale del trattamento pensionistico, che percepiva la persona poi deceduta. In buona sostanza, i superstiti non incassano tutto l’importo che era erogato al defunto, ma esclusivamente una percentuale. Essa, nel caso del figlio inabile, corrisponde al 70%.

I requisiti del figlio inabile per conseguire la pensione 

Il figlio inabile maggiorenne ha diritto a conseguire la pensione di reversibilità, ricorrendo alcune specifiche condizioni. Ecco di seguito quali sono:

  • il figlio era fiscalmente a carico del defunto (anche se non convivente), ovvero quest’ultimo, fino alla data della morte, provvedeva in maniera continuativa al suo sostentamento e alla assistenza economica, in considerazione della condizione di non autosufficienza.
  • per la presenza di un’infermità o difetto fisico o mentale, il figlio inabile si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di compiere ogni attività lavorativa. Quest’ultima in particolare va intesa come quell’attività che non ha uno scopo terapeutico e che è caratterizzata da un orario di lavoro al di sopra delle 25 ore per settimana.

Per completezza ricordiamo altresì che anche i figli non inabili hanno diritto alla reversibilità, ma entro particolari limiti:

  • figli minorenni alla data del decesso del genitore;
  • figli maggiorenni che studiano, sono a carico del genitore al momento del decesso, non lavorano, frequentano scuole o corsi di formazione professionale equiparabili ai corsi scolastici e sono minori di 21 anni;
  • figli maggiorenni che studiano, sono a carico del genitore al momento del decesso, non lavorano, frequentano l’università e sono minori di 26 anni.

Pertanto, l’assegno in oggetto scatta al massimo fino al compimento del 26° anno di età, tranne che per i figli inabili al lavoro per cui non ci sono vincoli in termini di età.

Modalità per fare domanda e tempistiche per l’erogazione della pensione di reversibilità

Un utile provvedimento del 2022, emesso dalla Corte di Cassazione, ha chiarito che al figlio inabile del defunto deve essere assegnata la pensione di reversibilità dal mese successivo a quello del decesso del familiare e non dal mese dopo la presentazione della domanda.

Per quanto riguarda invece le modalità per effettuare la richiesta della pensione di reversibilità per i figli inabili, oggi prevale il servizio digitale. Infatti, la domanda per conseguire la pensione di reversibilità ai figli inabili può essere anzitutto fatta online all’Inps, effettuando l’accesso al sito dell’Istituto con la propria identità digitale. Ciò significa che l’interessato dovrà usare Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

Altrimenti, è possibile fare riferimento al contact center dell’Inps, telefonando al numero 803 164 (gratuito da rete fissa), oppure 06 164 164 da rete mobile. Non solo. L’interessato potrà altresì valutare di rivolgersi agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, per il tramite dei loro servizi telematici.