IMU prima casa, il rischio per i proprietari è reale: una piccola dimenticanza può costare carissimo

L’esenzione dal pagamento dell’IMU è un’agevolazione che può decadere con il rischio di perdere immobile e soldi. Tutto per una semplice dimenticanza, perché rischiare?

L’IMU è una tassa che non tutti i proprietari di casa devono corrispondere ma occorre tener sotto controllo la situazione dato che le condizioni di esenzione potrebbero variare.

IMU prima casa
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Nonostante il difficile periodo economico per gli italiani, il sogno di una prima casa di proprietà rimane in cima ai pensieri delle persone. Per acquistare un immobile si mettono in conto sacrifici, spese onerose, responsabilità ma si tratta di rinunce accettabili a fronte dell’idea di essere proprietari di un’abitazione.

Giovani e meno giovani richiedono un mutuo, si fanno carico di una rata mensile che a causa dei tassi in aumento degli ultimi mesi risulta alquanto elevata ma riescono anche ad approfittare di agevolazioni come la riduzione dell’imposta di registro per la prima casa in caso di acquisto da privato e l’IVA al 4% comprando direttamente dall’impresa. C’è, poi, l’esenzione dal pagamento dell’IMU, l’imposta municipale unica di tipo patrimoniale. Non tutti possono goderne e soprattutto non per sempre.

IMU, attenzione ai rischi dell’esenzione

L’esenzione dal pagamento dell’imposta non è prevista per alcune particolari tipologie di unità abitative residenziali. Il riferimento è agli immobili signorili A/1, alle abitazioni in ville A/2 e ai castelli e palazzi di pregio artistico e storico appartenenti alla categoria catastale A/9. In generale si tratta di case di lusso che non permettono di ottenere né agevolazioni sull’acquisto né l’esenzione IMU.

I proprietari di un immobile non appartenente a queste categorie citate possono dormire sonni tranquilli ma non per sempre. Una valorizzazione basata su nuovi termini della propria casa, infatti, potrebbe modificare la categoria di appartenenza e richiedere, così, il pagamento dell’IMU. La prossima riforma del catasto, in particolare, potrebbe introdurre novità volte a combattere l’abusivismo edilizio. Di conseguenza verranno effettuati controlli in seguito all’aggiornamento del catasto e chi dovesse risultare in possesso di un’abitazione di lusso non dichiarata subirebbe gravi conseguenze.

Riforma del catasto, cosa dovrebbe accadere

L’idea del Governo è di portare a termine una riforma del catasto con la riclassificazione di tante abitazioni, incluse le prime case. Ciò significa che dopo una valorizzazione effettuata anche grazie agli incentivi messi a disposizione dello Stato, la propria abitazione potrebbe rientrare tra le case di lusso. Un passaggio che farebbe immediatamente decadere le agevolazioni ottenute e causerebbe gravi conseguenze nel caso in cui il proprietario non si affrettasse a regolarizzare la propria posizione dichiarando lo spostamento di categoria e procedendo, così, con il pagamento dell’IMU.

L’attenzione dovrà rimanere alta, poi, per i proprietari di unità immobiliari urbane di proprietà privata presenti in microzone comunali. I Comuni, infatti, potrebbero richiedere la revisione del classamento di quelle unità il cui rapporto tra valore medio di mercato e valore medio catastale differisce abbondantemente dallo stesso rapporto riguardante l’insieme delle microzone comunali. L’Agenzie delle Entrate potrebbe, così, rilevare un significativo cambiamento delle rendite catastali che inciderebbe sulla valutazione dell’unità di proprietà.