La cessione del credito è un accordo con cui un soggetto trasferisce a un altro il suo credito verso un debitore.
Attualmente i crediti edilizi risultano bloccati. Si tratta di quei lavori svolti dalle imprese che poi hanno chiesto la cessione del credito alle banche tramite la piattaforma cessione crediti. Lo ha comunicato il ministero dell’Economia e delle finanze durante un’interrogazione parlamentare.
Ha inoltre dichiarando l’ammontare esatto dei crediti non ancora accettati dopo 30 giorni. Poiché le banche ancora non sbloccano i soldi sono tante sono le domande e i dubbi su chi debba pagare i lavori qualora le banche non accettassero il credito: i contribuenti oppure le imprese?
Fino al 19 maggio 2022 sulla piattaforma crediti edilizi risultavano circa 5.396 miliardi di euro per cessioni del credito non ancora sbloccate dalle banche. Di questi 3.684 miliardi di euro sono riconducibili al Superbonus 110%, i restanti, ossia 1.491 miliardi sono inerenti agli altri bonus edilizi. Quindi, bonus facciate, bonus ristrutturazione, ecc.
Le imprese che hanno svolto i lavori hanno in seguito chiesto la cessione del credito alle banche tramite piattaforma dedicata dell’Agenzia delle Entrate.
Però le banche ancora non hanno risposte e per questo le domande risultano bloccate. Ma se eventualmente non saranno le banche a pagare chi dovrà pagare la cessione i contribuenti oppure le imprese?
La risposta non è scontata. Anzi, il contribuente dovrà fare molta attenzione quando firmerà il contratto con l’impresa scelta per eseguire i lavori. Infatti, quest’ultima potrebbe avere inserito nel contratto una clausola di tutela a proprio interesse con cui dichiara la non accettazione del credito da parte della banca.
In pratica, secondo la clausola dovrà essere il cliente a pagare i lavori svolti qualora la banca non accettasse la cessione del credito.
Bisogna comunque aspettare perché le banche potrebbero ancora sbloccare la situazione, soprattutto ora che:
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