Obbligo vaccinale e prof sospesi: la sentenza shock che cambia tutto e stabilisce nuove regole

In tema di obbligo vaccinale, una recente sentenza del tribunale trevigiano dà ragione ai ricorrenti e chiarisce che i prof sospesi hanno diritto alle mensilità di stipendio.

Moltissimi insegnanti italiani che non avevano voluto adempiere all’obbligo vaccinale, dallo scorso 15 dicembre si sono visti sospendere dal lavoro e dallo stipendio. Ma una nuova sentenza riconosce le loro richieste.

Obbligo vaccinale e prof sospesi
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L’obbligo vaccinale previsto per talune categorie di lavoratori ha spaccato l’opinione pubblica, come evidenziato dai fatti di cronaca dei mesi passati. E tra rischi di sospensione, di sanzione e perfino di licenziamento, non sono mancati coloro che hanno preferito proseguire sulla strada del no al vaccino, mettendo in gioco pesanti conseguenze sul fronte del proprio rapporto di lavoro.

Tuttavia, c’è una buona notizia per una particolare categoria di lavoratori, ovvero i docenti sospesi per essersi opposti all’obbligo vaccinale. Infatti, il tribunale di Treviso ha recentemente emesso un provvedimento con cui di fatto ha dato ragione ai professori, che avevano effettuato ricorso contro la scelta di sospenderli per il rifiuto dell’obbligo vaccinale. Per quale motivo il magistrato incaricato di decidere il caso ha optato per una decisione di questo tipo? E quali conseguenze ha generato? Scopriamolo di seguito.

Obbligo vaccinale: abrogate le norme sulla sospensione dal lavoro e dallo stipendio

L’orientamento espresso dal giudice di Treviso costituisce di fatto un precedente non di poco conto, tanto da dare speranza a tutti i docenti sospesi perché hanno detto no al vaccino. Il perché della decisione è da rintracciarsi nel fatto che le norme che imponevano l’obbligo vaccinale per lavorare sono state annullate in modo retroattivo.

In altre parole, stando così le cose, l’orientamento del giudice indica che non sussiste più la giustificazione legale della sospensione dal lavoro e dallo stipendio, per il professore contrario all’obbligo vaccinale.

Più nel dettaglio, il ragionamento del giudice appare fondato sull’entrata in vigore del decreto legge del 24 marzo scorso (cd. decreto riaperture), il quale include misure urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19.

In ragione di esso, il giudice del tribunale trevigiano ha indicato che debbono ritenersi abrogate le norme sulla scorta delle quali era stata applicata la sanzione della sospensione dalle funzioni e dalla retribuzione, per gli insegnanti inadempienti all’obbligo vaccinale. Come accennato, la portata della disposizione è retroattiva, e in conseguenza di ciò i professori potranno reclamare l’incasso degli stipendi non assegnati dal dicembre 2021.

Insomma non vi sarebbero particolari dubbi a riguardo: con l’ultimo decreto legge il governo avrebbe di fatto riconosciuto implicitamente di aver sbagliato a sospendere gli insegnanti ‘no vax’ dal lavoro e dalla retribuzione.

Obbligo vaccinale: cosa succede ora? Sì al rimborso a favore dei prof sospesi

La sentenza parla chiaro e infatti vi si può leggere che: “le domande delle parti ricorrenti devono ritenersi essere state soddisfatte dal legislatore prima ancora che in sede giudiziale”.

Che cosa succede ora? Ebbene, all’orizzonte si affacceranno sicuramente moltissimi ulteriori ricorsi, fondati appunto su quanto emerso in questa sentenza. Grazie a quest’ultima, i docenti non vaccinati e esclusi dall’ingresso a scuola e da ogni attività didattica, potranno avere diritto alle retribuzioni non incassate dalla data di sospensione – vale a dire dallo scorso 15 dicembre.

Siamo innanzi ad una sentenza di merito e immediatamente esecutiva, che sicuramente farà discutere. Ma che di fatto dà ragione alla difesa dei ricorrenti, ovvero 34 docenti trevigiani che si erano opposti alle sanzioni applicate dal Governo.

Tuttavia è pur vero che siamo soltanto all’inizio della trafila giudiziaria. Infatti la sentenza ricordata è stata emessa a conclusione dell’iter in primo grado. Ciò significa che a questa fase, ne seguiranno certamente altre. Il Ministero farà ricorso in appello per vedere ribaltata la decisione favorevole ai professori contrari all’obbligo vaccinale, ma con ogni probabilità si arriverà in Corte di Cassazione. L’iter complessivo dovrebbe concludersi nell’arco di un biennio e l’esito finale sarà certamente atteso da moltissimi esponenti della categoria.

La sentenza apre anche ai risarcimenti danni

Chiaro che i professori sospesi si aspettano ora i rimborsi di quanto non percepito in questi mesi di sospensione. E vero è che la sentenza in oggetto sarà certamente ripresa in altre cause. Ma il punto è altresì che oltre al rimborso di tutte le mensilità di stipendio, i docenti sospesi potrebbero conseguire anche il risarcimento del danno, in primis morale.

Insomma, le cifre da pagare potrebbero assumere dimensioni davvero ragguardevoli, ma prima di mettere la parola fine a questa vicenda di così ampia portata, dovremo aspettare le pronunce in secondo grado e soprattutto quella del giudice di legittimità.