Epatite grave aumentano i casi nei bambini, sotto la lente cani e paracetamolo: è allarme mondiale

La conta dei casi dei bambini colpiti da una forma anomala di epatite grave sta assumendo proporzioni preoccupanti.

Solo nel Regno Unito, dalla scorsa settimana ad oggi, i casi sono passati da 18 a 163. Addirittura 11 piccoli pazienti hanno dovuto subire un trapianto di fegato. La situazione a livello globale sta destando molta preoccupazione nella comunità scientifica, che sta cercando di capire quale sia la reale causa di questa catastrofe sanitaria.

Epatite grave aumentano i casi nei bambini
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I dati che arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono eloquenti: circa 300 casi attualmente accertati in almeno 20 paesi del mondo. La maggior parte di questi, purtroppo, qui in Europa. Al momento sono arrivate notizie di un piccolo numero di casi segnalati nelle Americhe, nel Pacifico occidentale e nel sud-est asiatico. Purtroppo in Indonesia si registrano 3 morti.

Cosa ha scatenato l’epatite grave nei bambini? Le teorie

Gli scienziati di tutto il mondo si stanno chiedendo senza sosta il perché di questo fenomeno, dilagante e anche molto veloce nell’espansione. La correlazione con il Covid sembra al momento esclusa, ma alcuni esperti stanno valutando un “effetto collaterale”.

In sintesi, a causa delle restrizioni durante la pandemia, i bambini sarebbero stati meno esposti a virus e batteri, e avrebbero perso parte delle difese immunitarie. Se ciò venisse confermato, l’epatite grave potrebbe essere solo la prima di una lunga serie di malattie che colpiranno i bambini. E forse anche gli adulti.

Il rapporto dell’OMS ha suscitato le più svariate considerazioni. Un professore emerito ha fatto notare che il 70% dei bambini affetti dall’epatite aveva in casa un animale domestico. Ma anche se, ad esempio, un cane è portatore di adenovirus (un agente patogeno del fegato) non ci sono prove che possa passare agli umani anche con uno stretto contatto.

L’adenovirus però compare spesso nelle teorie degli scienziati. Sembra che il 72% dei bambini testati nel Regno Unito fosse risultato positivo proprio agli adenovirus. Questa rimane la teoria principale, anche se non vengono escluse ondate eccezionali di adenovirus che avrebbero potuto scatenare l’epatite. A questa teoria si aggiunge anche l’utilizzo del paracetamolo. Al momento nulla è certo e si cerca di capire le possibili cause.

Come si riconosce l’infezione da epatite

Su una cosa sono tutti d’accordo: il problema c’è ed è grave, e i genitori devono riuscire a identificare i sintomi il prima possibile. Sono state pubblicate alcune linee guida. L’epatite la si riconosce soprattutto dall’ittero (la pelle che assume colore giallognolo). Ma anche il vomito, la nausea e l‘inappetenza segnalano l‘infezione in atto. Bisogna prestare attenzione anche a feci e urine. Le prime, in caso di epatite, risultano pallide, mentre le seconde piuttosto scure. Può comparire febbre alta, ma molto frequente è il senso generale di affaticamento.

Dunque massima attenzione, i medici e i pediatri sono in allerta e rimangono disponibili a monitorare la situazione costantemente. Al momento le cause sono ancora sconosciute, quindi, si consiglia sempre di consultare il pediatra.