Congedo Legge 151 di due anni per 104: potrebbe avere effetti disastrosi su pensione e TFR

Il congedo Legge 151 di assenza retribuita da lavoro incide su TFR e pensione? La risposta è del tutto inaspettata.  

Il congedo straordinario è un particolare beneficio, previsto dalla Legge 151/2001, in favore dei lavoratori dipendenti dell’ambito pubblico e privato che prestano assistenza ad un familiare con handicap grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992.

congedo legge 151
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Tale congedo straordinario ha lo scopo di consentire ai lavoratori caregivers di assentarsi dal lavoro per due anni (anche in maniera frazionata), per assolvere ai loro doveri di assistenza. Durante il periodo di assenza dal lavoro, il dipendente ha il diritto a percepire la normale retribuzione; l’INPS, inoltre, garantisce la copertura del periodo di contributi figurativi. Non tutti, però, sanno che il congedo Legge 151 può influire negativamente sul TFR, sulla tredicesima e sulle ferie.

Congedo Legge 151: quali conseguenze produce?

Due Lettori hanno posto i seguenti quesiti:

Buonasera, usufruisco dei 3 giorni di permesso mensili della Legge 104 perché mia madre è invalida al 100%. Questi contributi figurativi causano una penalizzazione sul calcolo della pensione futura? Inoltre, finora non ho mai usufruito dei due anni di congedo straordinario; nel caso in cui dovessi farlo, tale misura comprometterebbe il diritto a ferie, tredicesima, stipendio e calcolo della futura pensione? In attesa di risposta, cordiali saluti.”

Buongiorno, sto usufruendo dei 2 anni di congedo straordinario previsto dalla Legge104, perché mia figlia è disabile al 100% . A marzo del 2023 andrò definitivamente in pensione. Come mai in questi mesi di congedo sto percependo uno stipendio maggiore rispetto ai periodi lavorativi precedenti? Questa maggiorazione influirà sull’importo della pensione? Grazie.”

Congedo straordinario: a quanto ammonta

Il lavoratore che decide di usufruire del congedo Legge 151 per assistere un familiare con handicap grave ha diritto ad un’erogazione economica a carico dell’INPS. L’indennità spettante si calcola sull’ultima retribuzione ricevuta e comprende i ratei della tredicesima mensilità, premi e gratifiche. Tuttavia, l’importo finale può variare da anno ad anno perché l’INPS, periodicamente, pubblica delle soglie da rispettare, che riguardano la retribuzione e la contribuzione figurativa.

Per l’anno in corso, la Circolare INPS n.35/2022 ha previsto che l’importo massimo complessivo dell’indennità è di 37.341 euro all’anno, cioè di 102, 30 euro al giorno. Il periodo di congedo è valutato ai fini della pensione, perché al lavoratore sono riconosciuti, per l’intero biennio di assenza, i contributi figurativi. In questo modo, non ci saranno, dunque, degli svantaggi sul fronte previdenziale. Anche in relazione alla contribuzione figurativa la legge stabilisce dei massimali; per il 2022, il limite corrisponde a 12.322,53 euro.  Dunque, l’indennità totale massima è pari a 49.633,38 euro annui.

Congedo straordinario e TFR

Dal momento che il congedo Legge 151 è coperto da contribuzione figurativa, non dovrebbe avere alcun impatto sulla pensione. Tuttavia, la retribuzione del dipendente ha un ruolo chiave perché, se supera i limiti fissati dall’INPS, la contribuzione figurativa sarà minore rispetto a quella percepita se non avesse usufruito del congedo ed avesse continuato a lavorare. La conseguenza, dunque, sarà un assegno pensionistico più basso.

Infine, un ulteriore elemento da prendere in considerazione è il possibile effetto negativo del congedo sul TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Infatti, durante il periodo di assenza, l’attività lavorativa è sospesa, quindi, come si legge dal Messaggio INPS n. 13013 del 17 giugno 2011, il dipendente mantiene il proprio lavoro ma non matura i ratei per la liquidazione. Allo stesso modo, non matura neanche i ratei della tredicesima e delle ferie.

La ragione di tutto ciò sta nel fatto che il TFR, la tredicesima mensilità e le ferie dipendono dal lavoro che effettivamente è stato svolto dal dipendente. Sono erogati, infatti, tanti dodicesimi quanti sono i mesi in cui realmente si è lavorato.

Per ottenere il diritto al congedo straordinario è necessaria la convivenza con il familiare disabile e la presentazione di apposita richiesta all’INPS, tramite il sito istituzionale dell’Ente o tramite un patronato. La copia della domanda recante il numero di protocollo deve essere consegnata al datore di lavoro.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.