Riforma catasto: preoccupati i cittadini per i cambiamenti e il possibile aumento IMU per modifica delle rendite catastali

Novità in tema catasto dopo l’accordo tra Mario Draghi, la Lega e Forza Italia. Il centrodestra esulta mentre la sinistra deve ancora iniziare a parlare.

La delega fiscale verrà modificata in parte dopo l’accordo tra Palazzo Chigi e il centrodestra. L’aspetto più importante è l’assenza di tasse aggiuntive per i cittadini.

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Una trattativa che soddisfa la Lega e Forza Italia con Salvini e Berlusconi che si prendono il merito di aver convinto il premier Draghi a revisionare il Decreto fiscale impedendo l’applicazione di nuove tasse sulla case e sui risparmi dei contribuenti. L’incertezza e le paure di un nulla di fatto iniziali si sono tramutate in modifiche sostanziali del Decreto.

Ora si attende che il centro sinistra si esprima in merito con Enrico Letta che ci tiene a ribadire come la questione dell’incremento della pressione tributaria non sia mai stata presa in considerazione e che, quindi, il centrodestra non ha alcun merito al riguardo. Palazzo Chigi sostiene la tesi di Letta e a dimostrazione c’è l’attenuazione della pressione già introdotta con la flat tax e la richiesta di mediazione iniziata ad aprile. Ora il sistema duale che prevede la tassazione proporzionale sui redditi da capitale e quella progressiva per i redditi da lavoro scomparirà eliminando, dunque, un punto centrale del Decreto iniziale.

Catasto, i cambiamenti indicati da Lega e Forza Italia

Le modifiche al Decreto fiscale introducono un nuovo sistema catastale che verrà introdotto nel 2026 con riferimento alle norme attualmente in vigore. Le rendite non verranno attualizzate ai valori di mercato ma si conosceranno accedendo alla banca dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare. In più, le case fantasma rilevate con entrate aggiuntive annesse serviranno per ridurre l’IMU, per la gioia dei proprietari di seconde case e abitazioni di lusso.

L’articolo sul catasto è stato modificato ma affinché i cambiamenti siano ufficiali occorrerà l’unanimità in commissione oppure, in alternativa, un emendamento che venga approvato in Aula. Questa seconda soluzione dovrebbe essere più semplice rispetto alla prima. Al momento, comunque, occorrerà attendere prima che il provvedimento arrivi in aula. Il 9 maggio, data iniziale di riferimento, verrà sicuramente saltato a causa delle problematiche negli accordi ma si spera che i risultati giungano a breve.

È solo il punto di partenza

L’accordo sul catasto è sostenuto anche da Giorgia Meloni, fautrice della lotta contro le tasse più di Salvini e Berlusconi, a parere del centrosinistra. Un’eventuale esito positivo sarebbe, però, solamente il primo passo verso altri cambiamenti in tema di “giustizia” e di “concessioni balneari”. Si attende l’ingresso in aula di discussioni legate al disegno di Legge Concorrenza e di diversi nodi da sciogliere su svariate questioni le cui risoluzioni sarebbero pezzi di puzzle aggiunti al disegno del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza.