Andare in pensione nel 2022 col sistema misto e contributivo: il segreto per non sbagliarsi e ricevere un assegno più alto

Per andare in pensione nel 2022 sussistono varie possibili alternative. Ecco una sintetica guida

Andare in pensione nel 2022 grazie ai meccanismi della pensione di vecchiaia, della pensione anticipata, di Quota 100 e Quota 102. Le opportunità e i requisiti da avere.

Andare in pensione nel 2022 col sistema misto e contributivo
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Anche nel corso di quest’anno, in molti si saranno chiesti o si domanderanno quali sono le possibili strade da percorrere per andare in pensione nel 2022. D’altronde il pensionamento resta pur sempre un obbiettivo ambito da generazioni di lavoratori che, dopo molti anni di attività e dopo aver versato un’amplissima quantità di contributi, non attendono altro che il momento dell’uscita dal mondo del lavoro.

Ricordiamo che il nostro sistema previdenziale prevede non uno ma tre sistemi di calcolo della pensione, in base al percorso assicurativo e contributivo del soggetto che accede al trattamento in esame. Essi sono il sistema retributivo, il sistema contributivo e il sistema misto (retributivo + contributivo).

Ebbene, appare opportuno di seguito fare una panoramica delle più significative opportunità di pensionamento, nei confronti sia dei lavoratori subordinati, sia dei lavoratori autonomi iscritti all’istituto di previdenza. Ciò in particolare alla luce di quanto introdotto nell’ultima manovra. Ecco allora che cosa è opportuno ricordare per andare in pensione nel 2022.

Andare in pensione nel 2022: quali sono le alternative possibili?

Chiariamo subito che anche nel 2022 sono diverse le alternative, tra cui scegliere, al fine di accedere al trattamento pensionistico:

  • pensione di vecchiaia;
  • pensione anticipata ordinaria;
  • Quota 100 (per coloro i quali hanno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2021);
  • Quota 102 (per coloro i quali raggiungeranno nel 2022 la combinazione di contributi pari a 38 anni e 64 anni di età anagrafica).

Ricordiamo altresì che Quota 100 e Quota 102 sono soluzioni temporanee e sperimentali. Ma è pur vero che coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre (62 anni di età e 38 di contributi) e coloro che li raggiungeranno entro il 31 dicembre di quest’anno (64 anni di età e 38 di contributi), potranno valutare di pensionarsi in ogni momento posteriore – perciò anche nel 2024 per esempio.

Attiva altresì la proroga dell’opzione donna per le lavoratrici con 58 anni (59 le autonome), con 35 anni di contributi raggiunti entro il 31 dicembre 2021.

Inoltre per l’accesso alla pensione con la quota 100 o 102 e alla pensione anticipata, permane il meccanismo di differimento nell’erogazione della pensione (cd. ‘finestre’). Mentre non è previsto slittamento con riferimento alla pensione di vecchiaia.

Il quadro delle possibilità con il sistema misto

Anche in relazione a quanto indicato nella legge di Bilancio 2022, abbiamo la seguente situazione con riferimento agli assicurati del sistema misto (in possesso di contribuzione al 31.12.1995):

  • pensione di vecchiaia a 67 anni e 20 anni di contributi;
  • pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) al di là dell’età anagrafica;
  • pensione anticipata con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci in specifiche condizioni degne di tutela (ad es. caregivers, invalidi almeno al 74%, addetti a mansioni gravose o usuranti);
  • pensione con Quota 100 ovvero con 62 anni e 38 anni di contributi (se raggiunti entro fine 2021) o con 64 anni e 38 di contributi (se raggiunti entro fine 2022), la cd. quota 102.

Rimarchiamo che per ‘sistema misto’ intendiamo il meccanismo (retributivo + contributivo) che vale per coloro che avevano meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e, per i periodi posteriori al 31 dicembre 2011, anche per coloro che avevano almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Andare in pensione nel 2022 con il sistema contributivo

Evidente che è determinante la data di inizio dei versamenti previdenziali, onde capire a quale sistema occorre fare riferimento, per quanto riguarda il calcolo della pensione.

Ebbene a tutti coloro che non hanno effettuato contribuzione in data antecedente al primo gennaio 1996, saranno applicate le regole del sistema contributivo. In particolare, anche alla luce della legge di Bilancio 2022, il quadro è il seguente:

  • pensione di vecchiaia a 67 anni e 20 anni di contributi con un assegno con un importo non al di sotto di una volta e mezzo il valore dell’assegno sociale;
  • pensione di vecchiaia con 71 anni e 5 anni di contributi effettivi (ovvero con esclusione della contribuzione figurativa);
  • pensione anticipata con 64 anni e 20 anni di contribuzione effettiva (vale a dire con esclusione della contribuzione figurativa), con la condizione che l’importo soglia non sia al di sotto di 2,8 volte il valore dell’assegno sociale;
  • pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) al di là dell’età dell’interessato;
  • Quota 100, ovvero pensione con 62 anni e 38 anni di contributi (se raggiunti entro il 31 dicembre 2021) o Quota 102, con 64 anni e 38 di contributi (se raggiunti entro il 31 dicembre 2022).