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Fa più male il vino o la birra? Ce lo spiegano gli scienziati, misurando il grasso viscerale e il risultato è sorprendente

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Tra i vari alcolici che amiamo bere ce ne sono tanti differenti. Ma se ci si chiede se fa più male il vino o la birra, sappiamo rispondere?

Devono essersi posti la medesima domanda alcuni ricercatori. O forse, più semplicemente, tutto è nato da una questione sollevata in qualche Pub. Fatto sta che sia vino che birra contengono alcol e dunque la domanda è legittima. Quale delle due bevande fa più “male” alla salute? La risposta ci arriva dai risultati di uno studio.

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La ricerca ha coinvolto quasi 2 mila persone e il riferimento di partenza è stato il grasso viscerale. Come sappiamo, il sovrappeso è una condizione che porta quasi inevitabilmente ad altre problematiche di salute. Soprattutto legate alla circolazione sanguigna, infarti e ictus.

In un altro articolo, invece, abbiamo proprio parlato della correlazione tra alcol e insorgere di tumori. Ma effettivamente rimane ancora la domanda: meglio vino o birra? E il vino: rosso o bianco?

Fa più male il vino o la birra? I risultati di uno studio

Siamo a riportare ciò che è presente sulla famosa rivista Obesity Science & Practice. Alcuni ricercatori hanno esaminato i dati di migliaia di persone, prendendo in considerazione il grasso viscerale. Grasso causato – o meno – dal consumo di determinati tipi di bevande alcoliche.

Innanzitutto è stato osservato che la birra, così come i liquori, contribuisce all’aumento del grasso viscerale. Che, com’è noto, porta a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari e altre patologie, compresi alcuni tipi di tumore.

Il vino rosso invece segna un punto a suo favore. Sembra che il suo consumo (moderato ovviamente) non contribuisca all’aumento del grasso e di conseguenza al rischio malattie. Per quanto riguarda il vino bianco, invece, il suo ruolo è un po’ “borderline”. Sembra che non influenzi il grasso viscerale ma – a sorpresa – pare sia in relazione con l’aumento di densità ossea nelle persone anziane.

Tutte queste informazioni sono state ricavate osservando quasi 2 mila adulti, in un’età compresa tra i 49 e i 79 anni. I fattori calcolati hanno riguardato il comparto demografico, il consumo di alcol, lo stile di vita e ovviamente i parametri vitali. Attraverso un programma statistico sono poi venuti fuori i risultati che hanno portato alle considerazioni finali. In sintesi, sembra che la birra faccia “più male” solamente per l’apporto di grasso viscerale.

Gli amanti di buon “malto d’orzo fermentato” potranno però “difendersi” citando altri studi, secondo cui non ci sono legami certi tra aumento di peso e consumo di alcol. Oppure ad altri risultati che mostrano come bere birra a livelli moderati per un mese non abbia portato i soggetti esaminati ad un aumento significativo di peso.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)

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