Sportelli ATM, chiusure in tutta Italia: è allerta tra i contribuenti

Il numero degli sportelli ATM si riduce in tutta Italia. Le chiusure coinvolgono principalmente il sud della penisola creando allerta tra i contribuenti.

Come ritirare contanti se gli sportelli ATM chiudono? La domanda è legata all’attuale situazione di allerta dettata dalle numerose cessazioni in tutta Italia.

sportelli ATM chiusura
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I contanti verranno pian piano messi da parte in favore dei mezzi di pagamento tracciabili. E’ una consapevolezza comune legata alla lotta contro l’evasione fiscale da parte del Fisco. Le previsioni, però, non indicano che il totale inutilizzo dei contanti avverrà a breve. I cittadini non sono pronti al grande passo e neanche gli istituti di credito. Eppure gli sportelli ATM stanno chiudendo in tante regioni creando un disagio per i contribuenti che non sanno come prelevare i propri soldi. E’ il momento di analizzare la situazione attuale.

Sportelli ATM in Italia, un divario tra nord e sud

Lo scorso anno ben 1.831 sportelli sono stati chiusi con una riduzione del numero totale sul territorio italiano da 23.481 del 2020 a 21.650 del 2021. Inoltre, ci sono 4.902 comuni in Italia senza uno sportello ATM. La riduzione degli sportelli sta continuando nel 2022 soprattutto nel sud della penisola. Il numero di filiali è dimezzato in rapporto alla popolazione rispetto al nord Italia. In più, gli sportelli al Sud si trovano principalmente nelle grandi città. Si parla di una media di 23 ogni 100 mila abitanti contro la media nazionale di 35 ogni 100 mila abitanti (una diminuzione netta rispetto al 2015 quando la media si attestava su 48 ogni 100 mila abitanti).

Le regioni con il maggior numero di sportelli ATM sono l’Emilia Romagna, la Toscana e il Trentino Alto Adige mentre chiudono la classifica la Calabria, la Valle d’Aosta e il Molise con la media più bassa. Il divario tra nord e sud si registra a causa della disparità delle attività economiche. La presenza degli istituti di credito in un territorio è strettamente legata alle dimensioni del sistema produttivo locale. Infatti la gestione degli sportelli ATM è strategicamente orientata alle imprese piuttosto che alle famiglie.

Le cause della chiusura

La chiusura degli sportelli bancari è conseguenza di un’evoluzione del digitale che ha portato le banche all’attivazione di numerosi servizi e funzioni online accessibili ai clienti e allo svolgimento di numerose attività con modalità telematica. Dal web è possibile pagare le bollette, effettuare bonifici, gestire il denaro, investire, comprare assicurazioni o aprire strumenti di risparmio come i conti deposito o i Libretti Postali. Basti pensare che in 16 anni, dal 2004 al 2022, la percentuale di contribuenti che utilizzano i servizi dell’home banking e digitali in generale è passata dall’8 al 40%.

Fusioni e acquisizioni degli ultimi venti anni, poi, hanno ulteriormente contribuito alla chiusura di tanti sportelli.

Conseguenze per le imprese e famiglie

La chiusura degli sportelli genera un circolo vizioso. Pochi sportelli significa maggiore difficoltà per i contribuenti di accedere al credito e questa difficoltà vale sia per le famiglie che per imprese e neo imprenditori. Soprattutto al Sud si registra, come conseguenza, un’impossibilità di richiesta dei prestiti dato che i tassi applicati risultano elevati. Questa mancanza di accesso al credito, però, frena un settore già in difficoltà che fatica a riprendersi. La difficoltà di instaurare un solido rapporto tra neo imprenditore e istituto di credito interrompe i progetti imprenditoriali sul nascere.

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