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Scuola, aumento stipendio e nuovi requisiti per il reclutamento degli insegnanti

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Rinnovo Contratto Scuola, una riforma approva le modifiche al reclutamento degli insegnanti e alla retribuzione mensile. Scopriamo quali sono i cambiamenti in vista.

Il Decreto Legge di riforma del reclutamento degli insegnati introduce importanti novità per i docenti sia in tema formazione che retribuzione.

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Il Recovery Plan italiano è un pacchetto di missioni da portare a termine in un’ottica di resilienza e ripresa. Le riforme previste dal PNRR hanno l’obiettivo di migliorare la pubblica amministrazione, di intensificare la lotta contro la povertà, di irrobustire il sistema produttivo e di combattere l’esclusione sociale e le discriminazioni. Un progetto di ripartenza sostenuto dall’Europa che ha lo scopo di far uscire l’Italia dalla crisi causata dalla pandemia. Tra le missioni da portare a termine troviamo un miglioramento del settore scolastico. Il primo passo si è tradotto nel DL reclutamento insegnanti, approvato ed inserito nel PNRR e ora al vaglio del Parlamento per adeguamenti e correzioni.

Scuola, con il DL cambia la formazione

La riforma introdotta con il Decreto Legge stabilisce nuove direttive per la formazione iniziale e continua, nuove regole per il reclutamento degli insegnanti della scuola secondaria, aggiornamenti dei docenti per tutta la carriera lavorativa, percorsi formativi volti all’abilitazione all’insegnamento e, infine, concorsi annuali per procedere costantemente con nuove assunzioni.

I cambiamenti avverranno gradualmente nel tempo con un’iniziale fase transitoria che durerà fino al 2024 destinata al reclutamento di 70 mila precari tramite concorso pubblico. Condizione necessaria per i precari è avere minimo tre anni di servizio alle spalle. I vincitori verranno assunti con contratto – full time o part time – per svolgere inizialmente un corso di formazione volto all’acquisizione di altri 30 CFU che si concluderà con un esame di abilitazione. Sempre all’interno della fase transitoria, i laureati privi dei tre anni di servizio potranno conseguire i 30 CFU – svolgendo in parte un tirocinio – per poi partecipare al concorso pubblico annuale. I vincitori acquisiranno altri 30 crediti e potranno passare di ruolo superando l’esame conclusivo di abilitazione.

Le nuove direttive dopo la fase transitoria

Nel momento in cui la riforma entrerà a regime, per diventare insegnanti occorrerà laurearsi e conseguire i 60 CFU durante la formazione universitaria per poi affrontare la prova finale e partecipare al concorso a cattedra che sarà annuale. Per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie sarà necessario affrontare un percorso di formazione di 60 CFU o CFA e superare una prova finale. I candidati ad un posto di sostegno dovranno, invece, svolgere un periodo di prova di minimo 180 giorni per far scattare l’immissione in ruolo.

Scuola, come cambierà la retribuzione

La riforma reclutamento insegnati prevede l’introduzione di scatti stipendiali in base all’anzianità e alla formazione che verranno stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Scuola. I docenti che seguiranno e supereranno con profitto i corsi certificati e selezionati dal Ministero dell’Istruzione otterranno aumenti di stipendio. La formazione relativa alle competenze informatiche sarà integrata nella formazione obbligatoria e verrà svolta in orario lavorativo. In orario extra-lavorativo, invece, i docenti dovranno seguire sistemi di aggiornamenti su base triennale retribuiti dalla scuola nel caso in cui dovessero portare ad un ampliamento dell’offerta formativa. Ogni percorso di formazione prevede al termine una prova finale che, se superata, porterà ad un incremento salariale.

Gli scatti di progressione saranno cinque. Il primo è previsto dopo quattro anni di servizio mentre i successivi dopo cinque anni. Al termine di ogni livello sarà necessario superare una verifica finale affiancata dalla valutazione del miglioramento del profitto scolastico degli alunni dei docenti che hanno portato a termine il corso di aggiornamento.

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