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Shopping compulsivo, arriva la stangata dall’UE: occhio se ami acquistare online

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Aumento di 2 euro su ogni spedizione e nuovi obblighi per gli acquisti presso gli e-commerce. Ecco le misure dell’UE contr il fast fashion.

L’Unione Europea ha deciso di introdurre norme più restrittive per coloro che comprano dai grandi colossi del fast fashion, come Shein, Temu e Aliexpress. Negli ultimi tempi, infatti, sono notevolmente aumentate le spedizioni di pacchi di valore inferiore a 150 euro.

Shopping compulsivo, arriva la stangata dall’UE: occhio se ami acquistare online (informazioneoggi.it)

Circa il 91% di essi proviene dalla Cina ed entrano nel nostro continente senza pagare dazi, in virtù di un’esenzione doganale che ora si ha intenzione di abolire. L’obiettivo dell’UE, infatti, sarebbe l’introduzione di una tassa su tutti i pacchi che hanno un valore minore di 150 euro, per ridurre l’acquisto sconsiderato di abbigliamento e accessori sui siti di fast fashion e per garantire la concorrenza con le realtà imprenditoriali europee.

La mossa dell’UE per combattere l’aumento del fast fashion

L’Unione Europea sarebbe intenzionata a seguire le politiche statunitensi e ad abolire le esenzioni doganali per alcune tipologie di prodotti. Lo scopo è colpire le principali piattaforme asiatiche e tutelare l’industria europea.

La mossa dell’UE per combattere l’aumento del fast fashion (informazioneoggi.it)

L’Italia è particolarmente attenta a questa problematica, visto che anche il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato come sia necessaria l’introduzione di regole europee efficaci, per arginare il fenomeno degli acquisti a basso prezzo e lesivi dei principi che regolano il mercato. Il Governo Meloni sta pensando a una tassa fissa del valore di 2 euro per ciascun pacco extra-UE con un valore inferiore a 150 euro.

Non si tratta di un caso isolato, perché anche la Francia ha pensato a una tassa di eguale valore a pacco su tutte le spedizioni di piccolo valore che non provengono dall’Unione Europea. In questo modo si cercherebbe sia di aiutare l’ambiente (tagliando la quantità di ordini massicci) sia di tutelare la concorrenza con i venditori europei, costretti a fare i conti con una serie di spese, tra cui IVA e contributi.

La notizia della predisposizione della tassa è stata accolta con entusiasmo da tutto il mondo della moda italiano. Nel dettaglio, il Presidente della Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, ha dichiarato: “Non c’è tempo da perdere. E su questo fronte apprezziamo l’intenzione della maggioranza di affrontare in questa manovra di bilancio gli effetti sulla sostenibilità economica e ambientale generati dall’ultra fast fashion”.

Ha, inoltre, avanzato l’idea di applicare le norme sulla responsabilità del produttore anche alle realtà estere che vendono i propri prodotti in Italia. In questo modo, saranno costretti a rispettare la normativa in tema ambientale e di smaltimento.

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