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Pressione alta e caffè, esiste un modo semplice per calcolare quante tazzine bere e di quanto aumenta

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Caffè e pressione alta, come comportarsi quando si soffre di ipertensione col consumo di questa irrinunciabile bevanda? C’è un sistema semplice per scoprirlo.

La questione sul fatto che il caffè debba essere vietato a chi soffre di ipertensione è annosa. Anche sulla quantità di tazzine da consumare al giorno ci sono diversi pareri. Naturalmente, come per altre cose, non esiste una regola unica e univoca. Però possiamo scoprire cosa dicono gli esperti.

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Impossibile, o quasi, rinunciare a una tazzina di caffè appena svegli. È un rito che ci fa iniziare la giornata con energia, coccole e buonumore. Durante le ore successive, poi, rappresenta una rigorosa pausa, e poi via, si ricomincia a lavorare o studiare. Tutti sanno, però, che la caffeina contenuta nella bevanda alza inevitabilmente la pressione sanguigna. Anche a chi non soffre di ipertensione.

Caffè e pressione alta, cosa dicono gli studi

Gli esperti, per una volta devono ammetterlo, non sono ancora riusciti a stabilire una teoria comune sulla correlazione tra caffeina e pressione alta. Alcuni suppongono che la caffeina vada a bloccare un ormone responsabile dell’elasticità delle arterie, impedendone il salutare allargamento. Altri sostengono invece che la caffeina aumenti i livelli di adrenalina, che poi causerebbero l’innalzamento della pressione.

Nel dubbio, mentre gli studiosi cercano una risposta, che fare? Gli esperti hanno notato, tra le altre cose, che la sensibilità alla caffeina varia da persona a persona. Di conseguenza non è detto che a tutti faccia alzare la pressione. Su una cosa però sono tutti d’accordo: esiste una certa quantità di caffeina possibilmente da non superare.

Lo studio di Food And Drug Administration

Secondo questo noto ente governativo statunitense, fino a 400 mg. di caffeina al giorno non causano problematiche. Naturalmente sempre in via generale. Dobbiamo anche precisare che la caffeina, oltre che nella tazzina di espresso o moka che prepariamo a casa, è presente in altre bevande. In quantità davvero variabili a seconda del prodotto.

Il primo passo, dunque, è capire quanta ne assumiamo al giorno. Chi volesse poi scoprire che effetto ha il caffè sulla pressione, può farlo in un semplicissimo modo. Innanzitutto, nel dubbio, può assumere non più di 200 mg di caffeina al giorno. Da considerare che tra moka ed espresso c’è una considerevole differenza.

Una tazzina di caffè fatto con la moka può contenere infatti fino a 150 mg di caffeina. La tazzina al bar anche fino a 90. Se parliamo invece del caffè americano, 200 mg corrispondono circa a due tazze da 240 ml.

Per capire la propria sensibilità alla caffeina, e come agisce sulla pressione, basta fare una cosa molto semplice. È sufficiente misurare la pressione sanguigna prima del consumo di un caffè o di una bevanda che contiene caffeina. Poi attendere 30 e in seguito 120 minuti, e misurarla di nuovo. Se la pressione è aumentata dai 5 ai 10 punti allora è molto probabile che la caffeina abbia un impatto. E di conseguenza si può gestirne il consumo.

Un’altra indicazione che danno gli esperti è anche quella, possibilmente, di evitare di bere un caffè prima di attività fisica intensa, come la palestra o un lavoro faticoso.

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