Glifosato, riscontrate tracce a basso dosaggio in alcuni noti marchi italiano produttori di pasta. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo.
Un nuovo test condotto in Svizzera da una rivista che si occupa di tutela dei consumatori, ha rilevato delle tracce di glifosato, in alcuni campioni di pasta di importanti marchi. Le aziende coinvolte da questo test che ha permesso di riscontrare questa anomalia sono Divella, Lidl, Garofalo e Agnesi.
C’è però da precisare che le concentrazioni scoperte dagli scienziati restano comunque al di sotto dei limiti imposti dalla legge circa questo erbicida. Oltretutto non tutti lo sanno, ma la licenza del glifosato scade nel dicembre del 2022.
Hanno invece superato il test del quotidiano svizzero altri importanti lotti, nel caso della Lidl dello stesso marco come Lidl Combino Bio e spaghetti e penne integrali Barilla. Ma cos’è esattamente il glifosato? Si tratta di uno degli erbicidi più utilizzati al mondo, e il prodotto venduto da Bayer-Monsanto con il marchio RoundUp è venduto in ogni parte del mondo in cui si pratichi agricoltura.
Si tratta però di una sostanza che se presente oltre una certa soglia, è in grado di causare tumori all’essere umano, ed è per questo che negli ultimi anni c’è così tanta attenzione sul tema.
Di recente, è poi anche uscita un’importante ricerca dell’Istituto Ramazzini di Bologna in cui si lancia uno specifico allarme: il glifosato secondo gli studiosi potrebbe essere nocivo per l’uomo anche quando si trova a basso dosaggio. E della sua presenza nella pasta, se n’era occupata anche la rivista italiana di tutela del consumatore Il Salvagente, con un’analisi condotta su alcuni prodotti lo scorso anno.
Anche per questo, alcuni marchi hanno deciso di rispondere al sito online che si occupa di informazione e tutela del consumatore a proposito dei risultati del test effettuati in Svizzera.
Agnesi ad esempio ha rilasciato la seguente nota per il pubblico:“In merito alla gestione dei contaminanti provenienti dalle coltivazioni agricole, Agnesi ha avviato un programma di gestione di filiere agricole integrate, al fine di poter ridurre l’uso di alcuni prodotti in agricoltura, portandone i residui ben al di sotto degli attuali limiti di legge. Tale attività risulta essere molto impegnativa e richiede tempi medio/lunghi per la sua piena realizzazione. Si tratta infatti di intervenire, oltre che sulle pratiche agricole, anche su tutto il sistema di trasporto, molitura e stoccaggio che interessa la filiera del frumento duro, da cui ottenere la semola per le produzioni di pasta. Ci preme segnalare che, anche le semole non ancora provenienti da tali filiere selezionate, hanno parametri di gran lunga inferiori ai cogenti limiti di legge. Nel caso di specie, il valore del glifosato trovato è pari a 0.039 ppm oltre 250 volte inferiore al limite di legge pari a 10 ppm. Il nostro impegno, anche in considerazione dei fatti internazionali ai quali il mondo delle produzioni agro-alimentari è sottoposto in questi ultimi mesi, è tale da perseguire come scopo primario il processo di miglioramento continuo delle caratteristiche nutrizionali e di sicurezza dei prodotti alimentari offerti ai consumatori”.
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