Legge 104 e malattia professionale con questi sintomi, non tutti lo sanno

Capita che un movimento ripetitivo possa creare problemi fisici e malattie professionali. E danno diritto alla legge 104 e altri benefici.  

Un esempio è la sindrome del tunnel carpale. Una patologia che colpisce chi svolge lavori manuali o d’ufficio: lavoro di dattilografia, di cassa, usa del pc e del mouse, taglio e cucito, stiratura, confezionamento, pulizie. È riconosciuta dal ministero della Salute come malattia professionale.

Legge 104 e malattia professionale con questi sintomi
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A tal proposito gli Esperti di InformazioneOggi rispondono alla domanda: “Salve vorrei chiedervi una delucidazione in merito ad una pratica di infortunio che dovrei aprire per un tunnel carpale che sto per farmi certificare dalla Asl e al tempo stesso dovrei anche chiedere un congedo legge 104 per mia moglie che è malata. Il mio dubbio è se questo nel congedo 104 posso anche presentare una pratica INAIL di infortunio per farmi riconoscere questo infortunio. Chiedevo se per presentare questa pratica di infortunio devo per forza stare al lavoro?”.

Analizziamo in breve le due misure (congedo e pratica di malattia professionale), rispondendo alla domanda del nostro Lettore.

Congedo straordinario per assistere un familiare con legge 104

Il congedo legge 104 è un congedo straordinario che un lavoratore può utilizzare per assistere un familiare con disabilità grave. Una recente circolare INPS (n.36/2022) riconosce il congedo anche per suoceri e cognati.

Invece che cosa è il tunnel carpale? È considerato malattia professionale? Qual è il punteggio di invalidità?

Tunnel carpale, che cosa è

Si tratta di una malattia molto frequente che coinvolge il polso e la mano causando una compressione del nervo mediano e dei tendini che scorrono all’interno del “tunnel carpale”. La parte “colpita” è quella compresa tra il polso e il palmo della mano.

Il sintomo più comune è un intorpidimento della mano e delle dita, il dolere si propaga fino al l’avambraccio e la spalla. All’inizio il dolore non è molto forte. Diventa più intenso una volta che il problema si farà più serio. Per ridurre l’infiammazione potrebbe essere sufficiente l’uso di un tutore oppure di farmaci antinfiammatori. Nei casi più gravi potrebbe essere necessario operare. La patologia del tunnel carpale deve essere certificata dal medico di famiglia o da uno specialista. In seguito, il medico dell’INAIL valuterà se la malattia può essere certificata come invalidità permanente.

Come dimostrare la malattia professionale

Il ministero del Lavoro insieme al ministero della Salute, con il Decreto ministeriale del 9 aprile 2008, hanno riconosciuto come malattia professionale anche quelle causate dal movimento ripetitivo (sovraccarico biomeccanico). Tra queste anche la sindrome del tunnel carpale.

Infatti, nella tabella dei punti invalidità INAIL nella lista delle menomazioni al codice 163 compare la seguente dicitura: “Esiti neurologici di sindromi canalicolari (a tipo tunnel carpale) con sfumata compromissione funzionale, a seconda dell’efficacia del trattamento e della mono o bilateralità”. L’INAIL attribuisce al tunnel carpale un punteggio di invalidità permanente fino a 7 punti percentuali.

Nel calcolo del risarcimento esiste un importo minimo (franchigia) pari al 6% sotto il quale l’INAIL non è tenuto a indennizzare né le malattie professionali né l’infortunio subito dal lavoratore. Questo però può chiedere al proprio datore di lavoro un risarcimento del danno differenziale, ovvero la differenza tra il danno subito e quello riconosciuto dall’INAIL.

Come ottenere l’indennizzo

Per ottenere il risarcimento, entro 15 giorni il lavoratore deve consegnare al datore di lavoro un certificato medico che certifichi la patologia diagnosticata da un medico. A sua volta il datore di lavoro ha 5 giorni per presentare la denuncia dell’accaduto all’INAIL. Una volta presa in carico la pratica, l’INAIL richiede una visita medica e in seguito certificherà o meno la malattia.

Conclusioni

La pratica INAIL per malattia professionale non inficia il congedo straordinario, ma consigliamo di espletare prima la richiesta al datore di lavoro di malattia professionale, e poi presentare domanda del congedo straordinario per assistere il familiare con disabilità grave. Inoltre, come sopra evidenziato, il lavoratore sarà convocato dall’INAIL, a visita medica per accertare la patologia di cui è affetto.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, inviala alla mail: esperto.informazioneoggi@gmail.com