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Lavoro

Lavorare in Comune senza concorso anche con licenza media: ecco per chi

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Una categoria particolare ha la possibilità di lavorare nel Comune anche senza superare il concorso, vediamo di chi si tratta.

Leggendo l’articolo 37 della Costituzione, si evince che è possibile far carriera in ambito comunale solo ed esclusivamente tramite una procedura concorsuale.

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Un criterio, questo, che risulta essere un limite per chi ha il desiderio di lavorare per un ambito statale. Diciamocelo francamente: il lavoro pubblico è quello che garantisce una maggiore stabilità economica. Permette di vivere senza pensieri e di godere di diritti che nell’ambito privato sono completamente ignorati.

In particolare, facciamo riferimento alle donne, da sempre messe sotto pressione durante i colloqui. Infatti, spesso e volentieri, se una donna professa il desiderio di mettere su una famiglia sta rischiando, ingiustamente, la candidatura. Insomma, è proprio il sistema privato che non funziona e per questo motivo molti corrono ai ripari. Ma oltre al lavoro in Comune, per fortuna, ci sono anche altri ambiti statali dove sono garantiti gli stessi diritti. Un esempio sono le recenti offerte di lavoro presso la città di Genova e ASP dei comuni della Bassa Romagna di Bagnacavallo.

Chi può lavorare in Comune senza superare i concorsi?

In linea generale, sappiamo che le assunzioni in ambito comunale possono avvenire o per volontà pubblica oppure grazie ad altri enti esterni. Le modalità di inserimento sono il concorso, appunto, e la selezione. In base all’offerta lavorativa che viene proposta, inoltre, si ha la possibilità di lavorare o a tempo determinato oppure, preferibilmente, a tempo indeterminato.

Insomma, per chi non ne vuole sapere di impegnarsi tra esami e prove varie, non c’è nulla da fare. Ma esiste una categoria speciale che ha la possibilità di lavorare in tale ambito senza la forma concorsuale. Stiamo parlando, dunque, delle categorie protette. Per essere ancora più specifici, facciamo riferimento alle persone con disabilità iscritte a particolari elenchi anagrafici. Queste liste possono permettere di avere una sorta di agevolazione nel mondo lavorativo rispetto agli altri.

Come vengono assunte le categorie protette?

Le persone che presentano una disabilità possono essere assunte in ambito pubblico tenendo conto di vari criteri. Se i dipendenti in tale ambito sono più di 50, allora è necessario assumere il 7% di chi è iscritto alle categorie protette. Se il numero di dipendenti oscilla tra 36 e 50, allora se ne possono assumere 2. Infine, se i dipendenti sono tra i 15 e i 35, allora si può assumere soltanto uno.

Chi ha l’obbligo di convocare i lavoratori delle categorie protette è il Comune, attraverso una comunicazione sul suo sito ufficiale. Qualora questo non avvenisse, sarà, al contrario, compito dei centri per l’impiego avviare in completa autonomia le suddette assunzioni.

Nel caso in cui sia il Comune a convocare le categorie protette, è necessario fare un’ulteriore distinzione in base alle mansioni da svolgere. Se queste richiedono come requisito formativo la sola scuola dell’obbligo, allora non ci sarà bisogno di bandire un concorso. Al contrario, qualora le mansioni richiedano una formazione superiore, è inevitabile svolgere la prova concorsuale.

Nel caso dell’assunzione tramite i CPI, questi devono preferire i ciechi, i sordi e gli invalidi di guerra. Ma anche gli invalidi civili di guerra, di servizio, di lavoro avente una disabilità superiore al 33%. Devono essere chiamati anche chi riceve l’assegno ordinario di invalidità e gli invalidi civili aventi almeno il 45% di riduzione delle capacità di tipo lavorativo.

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