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Quando prestare l’auto a un amico ti può costare molto caro

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Non è raro prestare l’auto a un amico o a un familiare, ma ci sono dei casi in cui si rischia anche molto. Ecco a cosa fare attenzione.

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Prestare le chiavi a un conoscente o a un familiare è una pratica comune, e anche legale. Può capitare di aver bisogno di aiuto, o di far guidare qualcuno a causa di una difficoltà, ma ci sono delle situazioni in cui è bene prestare molta attenzione. Le colpe, secondo il Codice della Strada e anche della Legge, ricadono su soggetti specifici a seconda del caso. Si rischiano soldi, guai, e anche i punti della patente. Ma andiamo a vedere tutte le eventualità e le (potenziali) sanzioni.

Non prestare l’auto a un amico in questi casi

Prima di dare le chiavi del proprio veicolo a qualcuno, è bene controllare il contratto di Assicurazione. Spesso, magari per spendere meno, si spuntano determinate opzioni. Una di queste è quella che prevede il “conducente esclusivo”. In pratica, solamente il proprietario dell’auto può guidarla. A volte si pensa che il figlio maggiorenne e patentato possa prendere l’auto di mamma o papà, ma non sempre è così. Sempre nel contratto di Assicurazione sono previste molte opzioni, che è bene controllare prima di consegnare il veicolo al giovane.

Se infatti chi guida il mezzo fa un incidente, e non era abilitato secondo le clausole, l’Assicurazione non pagherà i danni. Se il conducente diverso dal proprietario era invece autorizzato, l’Assicurazione provvederà a risarcire i danni materiali, ma purtroppo poi applicherà le procedure conseguenti: cioè aumento nel premio polizza e passaggio a classe inferiore. Considerati i prezzi attuali di Bollo e Bonus Malus, meglio riflettere prima di dare l’auto a qualcuno.

La “buona notizia” è che se il conducente – autorizzato, lo ricordiamo – causa danni che sfociano nel penale, come ad esempio persone ferite, sarà lui a risponderne. E non il proprietario del veicolo.

Quando l’amico prende una multa

Se dopo aver prestato la macchina a un conoscente ci arriva una multa a casa, bisogna sapere come far valere i propri diritti. Infatti in caso di un’effrazione al Codice Stradale (il passaggio con il semaforo rosso, eccesso di velocità eccetera) la sanzione è relativa al veicolo e quindi arriva al proprietario. In questo caso sarebbe bene che l’amico pagasse la multa. Se si rifiuta, il proprietario ha 60 giorni di tempo per comunicare nome e cognome del conducente alla Polizia. Così da sollevarsi da ogni responsabilità.

È anche vero che se non si rispetta il termine dei 60 giorni si rischia di vedersi la multa raddoppiata e di pagare una sanzione per mancata comunicazione. Inoltre, bisogna poter dimostrare concretamente che alla guida del veicolo c’era qualcun altro. In ogni caso, sia il proprietario che l’altro conducente possono fare ricorso, come previsto dalla Legge.

Se poi il parente, conoscente o amico, insieme alla multa è prevista la decurtazione dei punti, a maggior ragione bisogna informare la Polizia. Così che i punti vengano tolti a chi guidava il mezzo e non al proprietario.

Infine, la Legge prevede sì il prestito occasionale dell’auto. Ma se l’utilizzo supera i 30 giorni bisogna fare una comunicazione specifica al “Dipartimento dei Trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici al fine dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonché della registrazione“; pena una multa salatissima che va dai 727 ai 3.629€.

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