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Prelievi al Bancomat, la “brutta sorpresa” è dietro l’angolo: cosa ci aspetta

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I prelievi al Bancomat stanno diventando sempre più difficili, e in futuro ci aspetta un’ulteriore brutta sorpresa. Ecco cosa sta succedendo.

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Gli sportelli ATM offrono un servizio molto utile, amato dai cittadini. I motivi sono facilmente intuibili: si può prelevare 24 ore su 24, si evitano le code in banca, consentono di ottenere denaro giusto quando serve senza dover portare troppi contanti con sé. Tra l’altro negli ultimi tempi molte banche hanno ampliato l’offerta: presso l’ATM si possono effettuare, oltre a versamenti e prelievi, anche bonifici e altre operazioni che prima richiedevano la presenza in filiale. Ma sembra che la “luna di miele” sia alla fine. Ecco cosa sta succedendo ai Bancomat italiani e cosa ci aspetta (molto probabilmente) a breve.

Prelievi al Bancomat, cosa “hanno in mente” le banche

Come ormai abbiamo capito, il Governo e in generale l’economia mondiale vuole andare verso pagamenti totalmente digitali. In Italia la questione è ancora più sentita, a causa dell’uso del contante come metodo di evasione fiscale. I pagamenti con carta e bancomat, essendo tracciabili, offrono meno chance ai “furbetti”. Certo va detto che anche le persone oneste non disdegnano di pagare col Pos, anzi. L’utilizzo della modalità cashless è in crescita. Ma è anche vero che siamo di fronte ad un momento di “impasse” dettato da più fattori contingenti.

Se da una parte gli italiani apprezzano la possibilità di pagare con la carta, anche piccoli importi, talvolta si trovano di fronte a veri e propri rifiuti da parte degli esercenti. Innanzitutto va ricordato che per Legge, nessun professionista può rifiutarsi di accettare il denaro digitale. Ma nonostante tutto il “muro di gomma” persiste, e le persone devono prelevare i contanti per evitare situazioni di “disagio”. Il che potrebbe sembrare una cosa normale. Cioè quella di poter usare ogni tanto i contanti. La realtà, però, non è così rosea.

Sempre meno ATM in Italia, cosa succederà

Mentre noi stiamo qui a ragionare se sia giusto poter pagare le sigarette dal Tabaccaio con la carta o meno, le banche si muovono. E lo stanno facendo da un po’. Spicca l’azione di un gruppo bancario, ING, meglio conosciuto come “Conto Arancio”, che ha deciso nel 2021 di cancellare tutti gli sportelli bancomat dal territorio italiano. E anche le filiali. Potrebbe sembrare una scelta individuale, e in fondo molte banche strizzano l’occhio al “totally digital“, ma cosa succederà se tutti gli istituti di credito seguiranno i passi di ING?

La brutta notizia è che sta già accadendo. Solo nel 2020, sono stati più di 800 gli ATM rimossi in Italia. In alcune Regioni più che in altre. Capofila, la Valle d’Aosta, che registra un “ammanco” di Bancomat di oltre il 6%. A seguire altre Regioni, come la Liguria (-5,8%), L’Abruzzo (-5,7%), l’Emilia Romagna che ha tolto il 5,5% degli sportelli e via via fino ad arrivare alla Lombardia, che ha deciso di effettuare “tagli” solamente del 2,2%.

Considerando poi che in tutto questo ci si è messa di mezzo anche la guerra tra Russia e Ucraina e che le banche rischiano di fallire, la situazione assume contorni ancora più preoccupanti. Un conto è decidere di usare la carta di credito perché è comoda, un altro è doversi adeguare al fatto che non vi sono (o saranno) alternative. Non rimane che attendere e vedere cosa succederà.

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