Il “trucco” per avere ISEE più basso e accedere ai Bonus, ecco cosa devi fare

Avere un ISEE più basso per accedere alle agevolazioni del Governo è possibile, perché la Legge contempla alcune eccezioni. Vediamo quali sono.

L’ISEE è una documentazione importantissima perché può servire in diversi ambiti. Il Governo, negli anni, ha elaborato una serie di provvedimenti atti a tutelare le fasce più deboli della popolazione. Per accedere a questi contributi e/o agevolazioni fiscali bisogna dimostrare con precisione lo stato economico familiare. Grazie all’ISEE ciò è possibile. Ovviamente, può capitare che anche per poche decine di Euro non si rientri nei parametri che fanno accedere a RDC, bonus affitti, sconti su tasse universitarie, luce e gas o pacchetto scuola. Ma cambiare l’ISEE è possibile. In maniera legale, naturalmente.

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ISEE chi è che può farlo e quando invece non serve

L’Indicatore della situazione economica equivalente può essere realizzato da tutti i cittadini residenti in Italia che abbiano superato i 18 anni e che vogliono accedere ai benefit previsti dallo Stato. Non è un documento del singolo reddito ma del nucleo familiare. In pratica, quando due o più persone abitano e sono residenti nello stesso edificio e sono legati da parentela o legame affettivo vanno a comporre il nucleo. L’ISEE va a calcolare la situazione economica di tutti i componenti e stila un valore. A seconda di questo valore ognuno dei componenti può richiedere le agevolazioni che lo interessano: bonus bebè, baby sitter, buoni mensa, carta acquisti, eccetera.

Ovviamente non è un documento da produrre obbligatoriamente e chi non è interessato a ricevere aiuti economici non è tenuto a farlo. Vi sono inoltre alcune prestazioni che vengono erogate a prescindere e per le quali non serve fare l’ISEE. La NASPI, la Pensione sociale, la Pensione d’Invalidità, di Reversibilità.

Come cambiare i valori dell’Indicatore Economico

L’ISEE, che si può creare a partire dal 12 gennaio di ogni anno, vale fino al 31 dicembre del medesimo. Ogni anno, dunque, chi desidera accedere ai benefit deve rifarlo. E, prendendo ad esame una qualsiasi famiglia comune, non è raro che le condizioni economiche e anche personali cambino. Ad esempio un figlio finisce gli studi e trova lavoro. Oppure si sposa, oppure genera un figlio con una compagna con cui andrà a convivere. Per Legge, ogni variazione va comunicata entro 30 giorni, compilando gli appositi moduli. Questo perché possa essere fatto il ricalcolo sulle prestazione erogate.

Va da sé che se un componente maggiorenne trova lavoro cambiano i parametri ed è possibile che alcuni contributi economici vengano tagliati. L’unico modo per abbassare l’ISEE è che il componente che ha trovato un lavoro cambi residenza. Una volta solo, potrà fare il suo ISEE e ottenere, se gli spetta, l’aiuto per il contributo affitto, per le bollette, o per i suoi figli. Attenzione però: l’INPS effettua regolarmente dei controlli e se chi ha dichiarato un cambio di residenza ha mentito rischia il Penale.

Un’altra soluzione, però, è quella di uscire dalla tutela fiscale del genitore. Prendiamo sempre ad esempio il figlio che trova lavoro. Se il suo guadagno non supera i 2.841€ all’anno – cifra che non gli consente comunque di diventare completamente indipendente – può rimanere nella residenza coi genitori ma uscire dalla loro tutela fiscale e fare il suo personale ISEE. Potrebbe essere il caso di un lavoratore part-time che va all’Università. In questo caso potrebbe accedere agli aiuti economici previsti per gli studenti.

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