Quanto spende davvero l’Italia per ogni pensione? I dati aggiornati su spesa totale, numero di trattamenti e importo medio annuo.
Quando si parla di pensioni in Italia si tende a farlo per slogan. Troppo alte, troppo basse, troppe, troppo poche. La verità, come spesso accade, sta nei numeri. E i numeri, se letti senza pregiudizi, raccontano una realtà più complessa di quanto sembri.

Partiamo da un dato chiave: nel 2025 la spesa pensionistica complessiva è stimata attorno ai 289 miliardi di euro, pari a circa il 15,3% del PIL. Una cifra enorme, che da sola basta a spiegare perché il tema sia costantemente al centro del dibattito politico ed economico. Ma cosa significa davvero in termini concreti?
Quante pensioni e quanti pensionati
Secondo l’Osservatorio INPS, al 1° gennaio 2025 risultano 17,986 milioni di pensioni vigenti (dato che esclude i dipendenti pubblici). Di queste, circa il 76% sono prestazioni previdenziali, legate cioè ai contributi versati durante la vita lavorativa, mentre il 24% è di natura assistenziale.
Il punto però è un altro: i trattamenti non coincidono con i pensionati. Le prestazioni complessive superano i 22–23 milioni, ma i pensionati unici sono circa 16,3 milioni. Questo perché una parte dei beneficiari percepisce più di una prestazione. È un dettaglio tecnico solo in apparenza: cambia radicalmente la percezione del fenomeno.
L’importo medio mensile si attesta attorno ai 1.091 euro, calcolati su tredici mensilità. Un dato medio, naturalmente, che racchiude differenze molto ampie tra assegni minimi e pensioni più elevate.
Quanto si spende per ogni pensione
Se prendiamo il dato INPS 2024 — 253,9 miliardi di euro annui per 17,986 milioni di pensioni — e lo dividiamo per il numero dei trattamenti, otteniamo una spesa media di circa 14.120 euro annui per prestazione.
Se invece consideriamo la stima complessiva per il 2025, pari a 289 miliardi su circa 18 milioni di trattamenti, la cifra sale a circa 16.000 euro annui per pensione. È questa la forchetta che oggi fotografa il costo medio: tra i 16.000 e i 18.000 euro annui, a seconda di quali voci si includano nel calcolo.
Non tutte le pensioni però “pesano” allo stesso modo. Le prestazioni previdenziali hanno un importo medio più elevato, intorno ai 16.500 euro annui, mentre quelle assistenziali si fermano mediamente a circa 6.360 euro l’anno. Due mondi diversi, che convivono sotto la stessa etichetta.
Il peso sul sistema e il nodo strutturale
Guardare solo la cifra media rischia di essere fuorviante. Il vero tema non è tanto “quanto prende” un pensionato, ma quanti lavoratori attivi sostengono il sistema e quale equilibrio demografico avremo nei prossimi anni. Con oltre 16 milioni di pensionati unici e una popolazione che invecchia, il rapporto tra contribuenti e beneficiari resta il nodo centrale.
Dire che l’Italia spende circa 16.000 euro all’anno per ogni pensione significa fotografare un dato contabile. Ma dietro quel numero ci sono storie contributive diverse, carriere lunghe o discontinue, assegni maturati con regole che nel tempo sono cambiate più volte.
Il dibattito sulle pensioni spesso si polarizza. Eppure, prima ancora di discutere di riforme, serve chiarezza sui dati. Oggi il sistema muove centinaia di miliardi e coinvolge milioni di persone. Comprenderne il funzionamento — distinguendo tra prestazioni, beneficiari e importi medi — è il primo passo per affrontare il tema senza slogan e senza scorciatoie.





