Arrivano delle importanti innovazioni sulla NASpI, per evitare soprusi e garantire il reinserimento dei percettori nel mercato del lavoro.
Il Governo Meloni ha deciso di introdurre delle modifiche alle regole di erogazione della NASpI, l’indennità riconosciuta a coloro che hanno perso il lavoro in maniera involontaria. Il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo Decreto in cui è prevista una regola fondamentale, ma destinata a far discutere.
L’esigenza di questo cambiamento deriverebbe dalla necessità di evitare che un’agevolazione diventi oggetto di illeciti e percezioni illegittime ma che, al contrario, diventi uno strumento di reinserimento nel mercato del lavoro. Cosa cambierà, in concreto, per i percettori della prestazione?
I soggetti che percepiscono NASpI, Dis-Coll o ISCRO e che rifiuteranno un’offerta di lavoro rischieranno di perdere immediatamente il diritto all’indennità. D’ora in poi anche i titolari della prestazione spettante ai disoccupati involontari saranno obbligati a registrarsi sulla piattaforma digitale SIISL.
Chi non rispetterà tale prescrizione sarà punito con un taglio immediato del 25% sulla prima mensilità e, in caso di ripetuta inadempienza, verrà sancita la perdita del beneficio economico. Entro 45 giorni dall’iscrizione alla piattaforma, poi, gli interessati dovranno sottoscrivere un Patto di Servizio Personalizzato con i Centri per l’impiego, altrimenti verrà bloccata immediatamente la prestazione.
La principale novità della riforma riguarda le offerte di lavoro valutate “inidonee”. Se le proposte rispetteranno il settore di esperienza del candidato, contempleranno mansioni equivalenti, una retribuzione non inferiore all’ultimo stipendio e la sede di lavoro entro 20 chilometri dal precedente impiego, il disoccupato dovrà per forza accettarle. Anche un unico rifiuto determinerà la perdita immediata e definitiva dell’indennità.
Solo per le offerte compatibili ma meno vantaggiose sono tollerati due rifiuti, ma alla terza proposta sarà necessaria l’accettazione, nonostante la paga inferiore del 10% o la sede lavorativa lontana entro 50 chilometri. Nel caso di perdita della prestazione, gli interessati potranno presentare ricorso, spiegando per quale motivo non hanno rispettato le nuove regole. Non è, però, detto che l’istanza venga accolta e, dunque, l’interruzione del sussidio potrebbe essere confermata.
La riforma ha come obiettivo la trasformazione delle indennità di disoccupazione in un vero e proprio strumento di welfare occupazionale, diretto ad agevolare chi ha perso il lavoro nel trovarne uno nuovo. In questo modo, si mira sia a ridurre la disoccupazione sia a rendere più consapevoli i lavoratori. Gli economisti esperti, tuttavia, hanno fatto luce su una possibile problematica: il pericolo che vengano penalizzati coloro che vivono in territori in cui c’è effettivamente una carenza di offerta o che hanno difficoltà a conciliare il lavoro con la vita privata.
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