Le cucine a gas continuano a essere molto amate dalle famiglie, ma possono presentare dei rischi anche molto gravi.
Il gas è ancora usato nelle cucine degli italiani, nonostante la recente diffusione delle piastre a induzione. Questo sistema, tuttavia, va installato nel rispetto di specifiche normative e necessita di manutenzione e accortezza.
Nel nostro Paese, la sicurezza degli impianti domestici a gas è tutelata dal D.M. n. 37/2008, che sancisce l’obbligo di installazione e manutenzione da parte di professionisti, nel rispetto delle norme UNI-CIG 7129. Ma vediamo quali sono tutte le regole da rispettare per utilizzare il gas in cucina senza pericoli.
L’impianto nelle cucine a gas deve necessariamente essere correlato dal rilascio della dichiarazione di conformità, che certifica la realizzazione secondo la legislazione vigente. In caso di errori nell’installazione o di un’inadeguata manutenzione, si possono correre rischi gravissimi, come incendi, esplosioni e intossicazioni da monossido di carbonio.
Tra le accortezze da seguire, rientra l’installazione della cappa aspirante, che aiuta a sconfiggere gas residui, odori e umidità e a preservare la buona qualità dell’aria negli ambienti domestici. Quando non si utilizza, poi, il rubinetto del gas andrebbe sempre chiuso, soprattutto se ci si assenta da casa per periodi prolungati, al fine di evitare fughe involontarie. Occhio anche ai bruciatori, che vanno regolarmente puliti, per avere una fiamma stabile durante la combustione e ridurre i consumi. In ogni caso, la manutenzione va eseguita sempre da un tecnico specializzato, perché interventi fai-da-te potrebbero causare gravi danni all’impianto.
Un elemento indispensabile nelle cucine è il foro di areazione. Le uniche eccezioni a tale obbligo sono: i fornelli con termocoppia oppure meccanismi di sorveglianza della fiamma, installazione di cappa a tiraggio naturale o aspirante collegata all’esterno, cucine con una portata termica inferiore ai 15 kW e la mancanza di altri impianti di tipo A o B in cucina. I sistemi di tipo A sono, ad esempio, le piccole stufe (con portata termica fino a 4,2 kW) e i piani cottura delle cucine a gas; i sistemi di tipo B, invece, sono rappresentati dai generatori che si collegano a un camino o a una canna fumaria per l’evacuazione dei prodotti di combustione.
Ricordiamo, infine, che, se nonostante le accortezze si percepisce un cattivo odore di gas in casa, è fondamentale non accendere luci e fiamme, far arieggiare l’ambiente, spegnere il contatore elettrico, uscire (lasciando le finestre aperte) e ritornare quando la perdita sarà svanita.
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