Attenzione al volante, un banale gesto può trasformarsi in mesi di limitazioni e gravi conseguenze legali.
Chiunque si trovi in vacanza o in viaggio all’estero può pensare di spostare la propria auto per pochi metri senza particolari rischi. Può sembrare un gesto di poco conto, giustificato magari dalla necessità di avvicinarsi a una banchina, liberare un parcheggio o raggiungere un ingresso. L’idea diffusa è che la brevità del tragitto giustifichi, in qualche modo, una certa tolleranza da parte delle autorità.

Eppure non sempre funziona così. Ci sono contesti in cui anche un comportamento apparentemente trascurabile può trasformarsi in una sanzione molto grave, con conseguenze inaspettate per l’automobilista. La fiducia nella “piccola eccezione” si scontra con normative severe, che non lasciano alcuno spazio ai compromessi.
L’errore che costa caro: guidare con la patente sospesa
Il caso avvenuto in Svizzera dimostra questo principio con chiarezza. Un cittadino tedesco, che stava scontando una sospensione della patente, ha deciso di mettersi al volante per appena 15 metri nella zona del porto di Romanshorn. Nonostante il brevissimo tragitto, l’uomo è stato fermato da un funzionario doganale e sottoposto a controllo.
Da quel momento le conseguenze sono diventate inevitabili: la sospensione, che inizialmente sarebbe durata solo un mese, si è trasformata in un ritiro della patente di 6 mesi, senza possibilità di riduzione. Questo perché guidare con una patente sospesa è considerata una violazione assoluta, indipendente dalla distanza percorsa. Anche pochi secondi al volante sono sufficienti per vedersi applicare la sanzione completa.
Le autorità svizzere hanno quindi applicato la norma in maniera rigorosa, ribadendo che il rispetto dei divieti di circolazione deve essere totale e non parziale. La legge non riconosce “zone grigie” né fa differenza sulla base dei metri percorsi.
L’episodio, pur particolare, invita alla riflessione anche per chi guida in Italia. Nel nostro Paese, infatti, guidare con la patente sospesa significa rischiare molto di più di una multa. L’articolo 218 del Codice della strada prevede infatti una sanzione amministrativa che può variare da oltre 2.000 fino a più di 8.000 euro, oltre al fermo amministrativo del veicolo per tre mesi e alla possibile revoca definitiva della patente. Nei casi più gravi o di recidiva, il rischio si estende addirittura alla confisca amministrativa dell’auto.
Questo dimostra come il principio sia condiviso: non importa se la distanza percorsa è di un chilometro o di pochi metri. Mettersi alla guida senza diritto o in violazione di un divieto è un errore che può comprometterti a lungo, anche per una semplice leggerezza.
In Svizzera l’episodio del conducente tedesco è ormai diventato un caso emblematico, raccontato come monito per turisti e residenti: le regole non ammettono eccezioni, neanche per 15 metri. In Italia, le pene economiche e amministrative sono altrettanto severe, a dimostrazione di quanto sia rischioso sottovalutare una sospensione.