Le apnee notturne possono essere un grande problema per la salute: ecco quando ti danno diritto all’invalidità.
La notte dovrebbe essere il momento del riposo, ma per molti il sonno è tutt’altro che rigenerante. Ti svegli spesso stanco, con mal di testa o irritabilità? Ti capita di addormentarti involontariamente durante il giorno? Potresti soffrire di apnee notturne, un disturbo in cui il respiro si interrompe ripetutamente durante il sonno.

Le apnee notturne più comuni, note come sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), derivano dall’ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori. Questo provoca sonnolenza diurna, stanchezza cronica e può aumentare il rischio di ipertensione, diabete o problemi cardiovascolari. La gravità si valuta con esami come la polisonnografia e l’indice AHI, insieme alla documentazione dei sintomi diurni.
Molte persone ignorano quanto questo disturbo possa incidere sulla vita quotidiana e sul lavoro. Ti sei mai chiesto se, oltre alla salute, le apnee notturne possano avere anche implicazioni legali o amministrative di cui non sei a conoscenza?
Invalidità con le apnee notturne: come fare la richiesta
Questo disturbo non solo peggiora il riposo, ma può anche influenzare la salute cardiovascolare, metabolica e neurologica. La severità viene valutata tramite esami specifici come la polisonnografia e l’indice AHI, insieme a sintomi diurni e eventuali comorbidità.

Se soffri di apnee notturne, puoi chiedere il riconoscimento dell’invalidità civile. Non esiste una percentuale automatica: la valutazione dipende dalla gravità del disturbo, dai sintomi diurni, dall’uso di ausili come la CPAP e dalla presenza di altre patologie.
Per richiedere l’invalidità civile è necessario:
- Avere una diagnosi clinica confermata tramite polisonnografia o esami specialistici.
- Presentare domanda all’INPS allegando tutta la documentazione medica.
- Sostenere la visita della commissione medico-legale, che valuterà la gravità funzionale e la compatibilità con le tabelle ministeriali.
Le commissioni considerano anche il concorso con altre patologie: ipertensione, cardiopatie, diabete o obesità possono aumentare la percentuale di invalidità. L’uso di dispositivi come la CPAP può ridurre la stima fino a 10 punti, perché il disturbo è parzialmente compensato.
Anche se l’OSAS isolata raramente raggiunge i benefici economici più elevati, il riconoscimento può aprire altri diritti: esenzioni ticket, accesso ai dispositivi previsti dai LEA e percorsi sanitari regionali dedicati. È importante documentare accuratamente sintomi, test e risposte alla terapia per ottenere una valutazione più completa.