Il modello 730 2025 precompilato o ordinario, permette di portare in detrazione varie spese, ricevendo un rimborso in busta paga o direttamente tramite l’Agenzia delle Entrate.
In alternativa invece di riceve il rimborso, l’importo spettante si può compensare con le somme da pagare. Questo consente di pagare un importo inferiore al dovuto usando la compensazione.
In quest’articolo esaminiamo il caso di una madre che vorrebbe detrarre le spese sanitarie di suo figlio, già in parte rimborsate dalla Cassa di Assistenza Sanitaria. Il figlio però nell’arco dell’anno è uscito dal nucleo familiare, anche se le spese sono state sostenute con bonifico parlante, nel periodo in cui faceva parte del nucleo familiare.
Si tratta di spese mediche per un intervento chirurgico, ma un altro aspetto che bisogna considerare, è il reddito del dichiarante, che è sotto la soglia di capienza fiscale. Purtroppo, il motivo cruciale per cui il figlio non può detrarre le spese nel modello 730 2025 è proprio la capienza fiscale (soglia sotto 8.500 euro). Sotto tale soglia le imposte non sono dovute. In effetti, non c’è spazio per poter applicare le detrazioni e ottenere eventuali rimborsi.
Inoltre, le fatture sono state intestate al figlio e pagato da lui, ma non essendo più nel carico di famiglia, la madre non le può detrarre. Ricordiamo che ai fini del carico familiare è rilevante il reddito annuale e la detrazione sulle spese si applica solo se i familiari sono fiscalmente a carico. Nel caso esposto, anche se il figlio è uscito dal nucleo familiare in corso d’anno, non si possono comunque detrarre le spese, in quanto si considera l’intero anno d’imposta.
C’è solo un’eccezione che permette di detrarre le spese del familiare non a carico. Si tratta di spese sanitarie sostenute nell’interesse del familiare che sono affetti da patologie che danno diritto all’esenzione del ticket sanitario. Le spese non possono superare l’importo massimo di 6.197,48 euro. (TUIR – Testo unico delle imposte sui redditi all’articolo 15).
Ricordiamo che è sempre possibile correggere il modello 730 inviato con dati errati. In base all’errore commesso, esiste la possibilità di correggere con il modello integrativo gli errori commessi a proprio sfavore entro il 25 ottobre. Oppure, con il modello REDDITI integrativo entro il 31 ottobre. Ricordiamo che possono essere corretti solo gli errori a proprio favore.
Correggendo gli errori si evita che l’Agenzia delle Entrate emani un avviso o un accertamento per richiedere le somme rimborsate non dovute. Così si evita di pagare interessi di ritardato pagamento e sanzioni amministrative.
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