Hai 65 anni ma non ancora diritto alla pensione? Esiste una soluzione per ottenere reddito e maturare contributi fino ai 67 anni.
Le persone che si trovano a pochi passi dalla pensione ma non hanno ancora i requisiti per accedervi potrebbero trovarsi spaesati. Non bastano infatti i 67 anni per la pensione di vecchiaia, né i 42 anni e 10 mesi (o 41 anni e 10 mesi per le donne) richiesti per pensione anticipata ordinaria.
Allo stesso tempo, potrebbero risultare insufficienti i contributi previsti per la Quota 41 destinata ai precoci o per l’APE Sociale, che ne richiede almeno 30 o 36. Si tratta di una situazione che interessa sempre più persone che, una volta raggiunti i 65 anni, si trovano senza alternative apparenti ma con la necessità di mantenere un reddito stabile e continuare a maturare contributi.
Esiste tuttavia la possibilità, per chi ha perso il lavoro e non ha ancora raggiunto l’età pensionabile, esiste un’opportunità poco nota per colmare il divario residuo.
Le persone che hanno perso involontariamente il lavoro, hanno la possibilità di accedere a un’indennità che permette loro di ricevere un assegno mensile, ma anche di continuare a versare contributi figurativi validi per il raggiungimento e il calcolo della pensione.
Si tratta di uno strumento utile per chi si trova a 24 mesi dalla pensione di vecchiaia.
Per chi ha perso involontariamente il lavoro, è possibile accedere a un’indennità che permette non solo di ricevere un assegno mensile, ma anche di continuare a versare contributi figurativi validi per il raggiungimento e il calcolo della pensione. Questo strumento è particolarmente utile per chi si trova a 24 mesi dalla pensione di vecchiaia.
La durata di tale indennità dipende dalle settimane lavorate nei 4 anni precedenti alla fine del suo contratto. Si può arrivare fino a due anni di copertura se si è lavorato in modo continuativo, offrendo così una transizione completa verso la pensione.
L’importo riconosciuto viene calcolato partendo dalla retribuzione media lorda percepita negli ultimi quattro anni. Fino alla soglia di 1.436,61 euro al mese – limite imposto per il 2025 -, l’indennità corrisponde al 75% della media. Se questo importo viene superato, si aggiunge anche il 25% della parte eccedente. L’assegno non potrà, in ogni caso, oltrepassare i 1.562,82 euro mensili.
Inoltre, è bene non dimenticare l’effetto del decalage. Ovvero una riduzione del 3% mensile che, nel caso il richiedente abbia 55 anni, inizia solo dopo 211 giorni. Ciò garantisce un periodo prolungato con importo pieno, rendendo questa indennità doppiamente vantaggiosa.
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