Il Bonus Mobili assicura degli enormi benefici per chi ristruttura casa. Può essere usato dai genitori per gli immobili dei figli a carico? La legge non ammette dubbi.
Il Bonus Mobili è un’agevolazione che consente di ottenere la detrazione del 50% sulle spese effettuate per l’acquisto di arredamento e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica, entro un limite massimo di 2.500 euro (per un tetto di spesa di 5 mila euro).
Il requisito principale per richiedere il beneficio è il compimento di lavori di ristrutturazione edilizia sull’immobile per il quale si intende ottenere la detrazione. L’importo spettante, inoltre, viene attribuito direttamente in Dichiarazione dei Redditi, in 10 rate annuali di eguale importo.
Ma il Bonus Mobili può essere richiesto anche per un immobile intestato a un figlio senza redditi e a carico dei genitori? Le fatture possono essere eventualmente intestate a questi ultimi? Vediamo cosa stabilisce la legge al riguardo.
Come abbiamo anticipato, il Bonus Mobili è richiedibile esclusivamente per gli edifici che sono stati interessati da interventi di ristrutturazione, compiuti a partire dal 1° gennaio dell’anno antecedente a quello nel quale vengono comprati i mobili o gli elettrodomestici. È, inoltre, necessaria la comunicazione attraverso la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) o tramite diversi certificati equivalenti.
Per quanto riguarda la possibilità che la detrazione al 50% venga chiesta per una casa intestata a un figlio, la legge fissa specifici limiti. In generale, l’agevolazione potrebbe essere ottenuta esclusivamente da colui che ha sostenuto le spese per la ristrutturazione edilizia e che risulta proprietario dell’immobile. Di conseguenza, se la casa è di proprietà del figlio, il Bonus Mobili non potrebbe essere chiesto dal genitore.
Nell’ipotesi in cui il figlio risulti a carico fiscale del genitore e non abbia reddito, tuttavia, il genitore può detrarre le spese, ma solo se è intestatario di tutte le fatture di acquisto. I pagamenti, poi, devono essere stati effettuati tramite bonifico parlante o diverso strumento tracciabile, intestato a nome del genitore.
Si tratta di requisiti essenziali per ottenere la detrazione del 50% in Dichiarazione dei Redditi, per gli acquisti effettuati nel corso del 2024, che verrà ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Attenzione, però, perché sarà necessario conservare tutte le fatture e gli scontrini relativi agli acquisti dei beni, dai quali risulti una descrizione dettagliata degli stessi, e le copie dei bonifici o le ricevute di pagamento effettuato con carta di credito o debito. Potrebbero, infatti, essere predisposti controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
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