Cosa succede se si accede ai Bonus con un ISEE errato? Un vero disastro

Accedere ai Bonus con un ISEE errato può portare anche alla reclusione. Vediamo come evitare conseguenze correggendo lo sbaglio.

Sia che compiliate la DSU in autonomia che attraverso l’aiuto dei CAF prestate molta attenzione ai dati inseriti. In caso di errori oppure omissioni si rischiano sanzioni e una pena detentiva.

ISEE errato, le conseguenze se si accede ai Bonus
ISEE errato, le conseguenze se si accede ai Bonus (Informazioneoggi.it)

L’ISEE permette di accedere a Bonus e agevolazioni ossia di ricevere aiuti economici da parte dello Stato, della Regione o del Comune. La maggior parte dei benefici richiedono l’ISEE perché vengono concessi esclusivamente o in misura maggiore ai cittadini che si trovano in maggiore difficoltà economica. L’ISEE errato potrebbe portare ad ottenere vantaggi a cui in realtà non si avrebbe diritto e questo evento verrebbe punito severamente. Quindi evitate errori oppure omissioni nella compilazione della Dichiarazione Unica.

E se consegnate i documenti ad un CAF accertatevi di non dimenticare nulla. Le conseguenze non ricadranno sul Centro di Assistenza Fiscale ma su di voi. Nell’ISEE dovranno rientrare le informazioni riguardanti la situazione reddituale e patrimoniale di tutto il nucleo familiare di appartenenza del richiedente, anche dei minori.

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Cosa si rischia se si percepiscono Bonus con ISEE errato

Nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate e l’INPS dovessero rilevare difformità nell’ISEE procederebbero applicando sanzioni amministrative di importo tra 5.164 e 25.882 euro tenendo comunque conto che la multa deve rimanere entro il triplo del valore dell’agevolazione percepita con il valore ISEE sbagliato. Se il Bonus ottenuto indebitamente dallo Stato o dagli enti pubblici dovesse superare i 3.999,96 euro, invece, scatterebbe la pena detentiva da tre mesi a sei anni.

Contemporaneamente verrebbe bloccata l’erogazione dei benefeci e l’AdE potrebbe chiedere indietro tutte le somme percepite a causa dell’ISEE errato o la differenza tra importo erogato e quello spettante. Si capisce, dunque, perché è fondamentale correggere gli sbagli non appena ci si accorge dell’errore. Basterà compilare il modello integrativo FC3 per comunicare i dati mancanti entro 15 giorni dalla prima richiesta di calcolo ISEE. In alternativa si può inviare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica corretta per sostituire quella sbagliata.

Se l’errore viene riconosciuto quando si sta già percependo il Bonus o l’agevolazione si dovrà agire con ancora maggiore tempestività seguendo le strade indicate considerando i rischi penali a cui si va incontro (indebita erogazione pubblica). Regolarizzando la propria posizione si dovranno “solo” restituire le somme ricevute in modo indebito. In conclusione, la possibilità di sanare gli errori e le inesattezze c’è ma è necessario che la correzione avvenga il prima possibile.

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