Addio allo smart working: le nuove regole da conoscere per evitare problemi con i datori di lavoro

Dal 1° aprile 2024 non ha più efficacia la proroga dello smart working per i lavoratori fragili, decisa dal Decreto Anticipi. Cosa cambia per i dipendenti? Scopriamolo.

Era stata prevista una proroga di tre mesi, fino al 31 marzo 2024, per i cd. lavoratori fragili.

stop allo smart working
Smart working lavoratori fragili – informazioneoggi.it

Si tratta di coloro che sono affetti da una compromissione del sistema immunitario oppure in attesa di trapianto, malati oncologici in trattamento con farmaci immuno-soppressivi e mielo-soppressivi, affetti da cardiopatia ischemica, fibrillazione delle arterie, scompenso cardiaco, ictus, diabete mellito, bronco-pneumopatia ostruttiva cronica, epatite cronica oppure obesità.

In virtù della loro condizione di salute, tali soggetti sono ritenuti maggiormente a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2.

Dal 1° aprile 2024, lo smart working non può più essere richiesto da tali dipendenti e dai genitori con figli fino a 14 anni che prestano attività lavorativa privata. Torneranno, dunque, ad essere applicate le regole ordinarie per il lavoro agile, con alcune eccezioni per i lavoratori del settore pubblico. Scopriamo quali saranno le novità più rilevanti.

Smart working per dipendenti fragili: è ancora consentito?

Stop al lavoro agile per i lavoratori dipendenti del settore privato e ai genitori con figli fino a 14 anni con l’altro genitore occupato e non titolare di misure di sostegno al reddito.

In base a quanto specificato dalla Legge n. 191/2023 di conversione del Decreto Anticipi, in presenza di una situazione di necessità, attestata da un certificato rilasciato dal medico competente, queste categorie di lavoratori dipendenti del settore privato avevano diritto allo smart working fino al 31 marzo 2024.

Dal mese di aprile 2024, invece, spetta ai datori di lavoro valutare la possibilità di concedere lo smart working a coloro che ne presentano richiesta, sulla base delle esigenze organizzative. In ogni caso, dovrà essere data la priorità ai dipendenti che hanno figli fino a 12 anni oppure disabili, ai dipendenti affetti da disabilità grave e ai caregivers.

Se, però, un’azienda non prevede lo smart working, non verrà riconosciuto neanche alle categorie prioritarie.

Stesso discorso anche per i dipendenti pubblici, per i quali non ci sarà più l’obbligo legale di smart working nel caso di condizioni di disagio. Possono, tuttavia, esserci delle eccezioni, previste dai PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione della Pubblica Amministrazione) e dalla Direttiva Zangrillo sul Lavoro Agile dello scorso dicembre 2023.

In ogni caso, per poter continuare a beneficiare del lavoro agile, la mansione deve risultare compatibile con tale tipologia di svolgimento dell’attività lavorativa, perché non sussiste alcun diritto al cambio di mansioni.

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