Come andare in pensione 10 anni prima, la misura poco conosciuta che lo permette anche nel 2024

Alcuni lavoratori possono andare in pensione anticipata con una misura che si chiama RITA. Scopriamo di cosa si tratta.

RITA è l’acronimo di Rendita integrativa temporanea anticipata, ovvero una misura istituita dalla legge di Bilancio 2017 all’inizio in via sperimentale per poi diventare definitiva l’anno successivo.

In pensione con RITA
Come funziona la pensione anticipata RITA (informazioneoggi.it)

È destinata ai lavoratori del settore pubblico e privato iscritti a un fondo di previdenza complementare e quando si avvicinano all’età della pensione possono cessare il rapporto di lavoro e utilizzare, anche parzialmente, gli importi accantonati nel fondo. Questi importi saranno considerati come un assegno sostitutivo e intermedio fino al momento della pensione vera e propria, ossia al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia.

In pensione anticipata con RITA, ecco come

I lavoratori che si trovano in presenza di determinate condizioni e sono iscritti a un fondo pensione integrativa (o complementare) possono accedere a RITA, che permette di liquidare in parte o del tutto la pensione integrativa versata.

Per accedere è necessario che il lavoratore abbia aderito a un fondo di previdenza complementare e, nello specifico:

  • fondi chiusi di origine negoziale, istituiti nell’ambito della contrattazione collettiva;
  • fondi aperti istituiti da banche, imprese di assicurazioni, società di risparmio;
  • piani pensionistici individuali (PIP) gestiti con contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale.

Inoltre, i requisiti però cambiano a seconda di due condizioni di accesso. La prima condizione prevede che possono richiedere RITA se i lavoratori:

  • hanno cessato l’attività lavorativa;
  • hanno maturato almeno 20 anni di contribuzione nella previdenza obbligatoria di appartenenza alla data della domanda;
  • matureranno l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime di previdenza obbligatoria entro i 5 anni successivi alla domanda;
  • da almeno 5 anni sono iscritti a un fondo complementare.

La seconda condizione permette l’accesso a questa misura di pensione anticipata ai soggetti che:

  • risultano inoccupati per un periodo superiore a 24 mesi;
  • maturano l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro 10 anni successivi alla domanda RITA;
  • hanno maturato almeno 20 anni di contributi nel regime previdenziale obbligatorio di appartenenza, alla data della domanda RITA;
  • sono iscritti al fondo pensionistico complementare da almeno 5 anni.

Come già anticipato, con questa misura è possibile ricevere in modo frazionato tutta o solo una parte della pensione, in base alle proprie esigenze. Si precisa che gli assegni non saranno erogati dall’INPS ma dal fondo pensionistico complementare scelto con la supervisione del COVIP, come spiegato nella Circolare 888 del 8 febbraio 2018, secondo le regole e le condizioni descritte nel contratto.

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