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Economia

Bonifico al figlio per contributo lavori di ristrutturazione: come non perdere le detrazioni

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Per non perdere le agevolazioni dei Bonus edili occorre rispettare le regole normative che disciplinano le misure.

Vediamo come procedere se un padre vuole aiutare economicamente il figlio che deve affrontare dei lavori di ristrutturazione e desidera godere delle agevolazioni previste dalla Legge.

La causale giusta in caso di ristrutturazione (Informazioneoggi.it)

Le direttive dei Bonus edili devono essere rispettate alla lettera o si perderanno soldi. Il minimo errore o la più piccola dimenticanza potrebbero causare la decadenza dalla misura con conseguente impossibilità di approfittare delle detrazioni per recuperare parte della somma spesa per effettuate lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica.

La normativa stabilisce che il pagamento delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio deve necessariamente avvenire tramite bonifico postale o bancario completo di causale del versamento indicante anche la norma di riferimento, di codice fiscale della persona che intende usufruire dell’agevolazione e del codice fiscale/Partita IVA del beneficiario del bonifico. La transizione del denaro può partire dal conto del padre che vuole sostenere il figlio contribuendo economicamente e parzialmente al pagamento dei lavori?

Leggi anche >>> Detrazioni per lavori di ristrutturazione anche al familiare convivente? Per l’Agenzia delle Entrate non ci sono dubbi

Il padre può pagare parte dei lavori di ristrutturazione del figlio?

Secondo la Legge se il soggetto che inoltra il pagamento risultasse diverso da quello indicato nel bonifico come beneficiario della detrazione allora l’agevolazioni spetterebbe a quest’ultimo soggetto. Significa che sono detraibili le spese documentate, sostenute e rimaste effettivamente a carico dei contribuenti che possiedono l’immobile su cui si sono effettuati i lavori di recupero del patrimonio edilizio.

La titolarità della spesa sostenuta è un requisito che risulterà soddisfatto anche se chi predispone il bonifico è una persona differente da quella indicata come beneficiario del Bonus edilizio. Sarà proprio il beneficiario, poi, a poter portare la detrazione in dichiarazione dei redditi (articolo 16 bis comma 1 del TIUR). Naturalmente anche tutti gli altri requisiti normativi dovranno essere soddisfatti per poter accedere al beneficio.

L’alternativa al bonifico è la donazione della somma di denaro al figlio che ne ha bisogno. Sarà il figlio stesso, poi, a pagare le spese per il recupero del patrimonio edilizio. Il genitore, dunque, dovrà solamente effettuare un bonifico sul conto del beneficiario facendo attenzione alla causale utilizzata nella transizione. Bisognerà giustificare con chiarezza il motivo del movimento di denaro per non attirare l’attenzione del Fisco e rischiare accertamenti ma senza scendere troppo nel dettaglio. Può andar bene anche “Regalo” a condizione che sia esplicitato il grado di parentela tra donatore e ricevente. “Regalo figlio per ristrutturazione casa”, ad esempio, potrebbe essere la causale migliore da indicare nel bonifico.

Leggi anche >>> Detrazioni Ristrutturazione edilizie: le regole da rispettare per non perdere i soldi

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