Pensione anticipata lavoratori notturni: massima attenzione al requisito contributivo o addio all’assegno

Per poter smettere di lavorare prima, gli addetti a lavori usuranti e notturni devono avere un preciso requisito contributivo. Come si calcola?

Il nostro ordinamento previdenziale permette ai lavoratori che svolgono mansioni usuranti di andare in pensione in anticipo, senza attendere il raggiungimento dei 67 anni di età.

pensione anticipata usuranti e notturni
Per la pensione usuranti è richiesto una specifico requisito contributivo – informazioneoggi.it

Possono beneficiarne coloro che svolgono impieghi particolarmente gravosi, gli addetti alla “linea catena“, i conducenti di veicoli destinati al servizio pubblico di trasporto collettivo. Rientrano in tale categoria anche i lavoratori notturni.

È, però, necessario aver svolto tale attività per almeno 7 anni negli ultimi 10 di lavoro oppure per la metà della vita lavorativa totale.

Si prende in considerazione anche l’ultimo anno, ma solo se effettivamente lavorato. Ai fini della maturazione dei presupposti richiesti, infatti, sono esclusi i contributi figurativi. Ma vediamo come si determina il requisito dei 7 anni per la fruizione della pensione anticipata.

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Calcolo requisito contributivo pensione notturni e usuranti: quali elementi sono utili?

La modalità di calcolo del requisito contributivo per la pensione riservata ai lavoratori notturni e agli addetti a mansioni gravose è specificata nell’art. 1, comma 2, del D.lgs n. 67/2011.

La norma stabilisce la necessità che il lavoro usurante o notturno sia stato svolto per un periodo di almeno 7 anni negli ultimi 10 oppure per la metà dell’intera vita lavorativa.

Il comma 3, inoltre, sottolinea che possono essere valutati ai fini del raggiungimento di tale condizione soltanto i periodi di svolgimento reale dell’attività lavorativa. Sono, dunque, esclusi quelli che sono completamente coperti da contribuzione figurativa.

In particolare, per l’accesso alla pensione anticipata, è richiesta la maturazione di:

  • Quota 97,6 (ossia 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contribuzione), per i lavoratori dipendenti;
  • Quota 98,6 (ossia 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contribuzione), per i lavoratori autonomi.

L’ultimo anno di lavoro viene ricompreso nel conteggio.

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Per i lavoratori notturni, poi, è necessario che la turnazione sia stata svolta per almeno 6 ore consecutive tra mezzanotte e le cinque del mattino, per almeno 64 giorni all’anno oppure per almeno 3 ore consecutive tra mezzanotte e le cinque del mattino per un intero anno.

Per capire in che modo si calcola la pensione usuranti, facciamo un esempio. Tizio ha presentato la domanda di riconoscimento del diritto alla pensione a giugno e ha interrotto l’attività lavorativa il 1° febbraio. Di conseguenza, i sette anni devono essere determinati fino al 31 gennaio.

Se, invece, continua a lavorare, si prendono in considerazione i periodi lavorativi prima della fine dell’attività lavorativa specificata nella domanda per il riconoscimento del diritto alla pensione.

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