Pensione di reversibilità: quanti contributi servono per ottenere il trattamento

La pensione di reversibilità viene erogata ai superstiti di un pensionato o assicurato INPS a determinate condizioni. Scopriamo quanti contributi sono necessari.

Nel più generale termine di pensione ai superstiti rientrano la pensione di reversibilità legata al decesso di un pensionato e la pensione indiretta in caso di morte di un assicurato INPS.

Pensione di reversibilità e contributi
Quanti contributi servono per la pensione di reversibilità (Informazioneoggi.it)

La pensione di reversibilità corrisponde ad una quota percentuale della pensione del deceduto. Possono ricevere il trattamento il coniuge, la parte dell’unione civile, il coniuge separato, il coniuge divorziato titolare dell’assegno divorzile, i figli minorenni, i figli inabili al lavoro, i figli maggiorenni studenti entro i 26 anni (se studiano all’Università). Condizione necessaria è essere considerati a carico dell’assicurato o pensionato al momento del decesso di quest’ultimo.

Se mancano coniuge e figli la reversibilità potrebbe essere erogata ai genitori over 65 oppure ai fratelli celibi e sorelle nubili inabili al lavoro e a carico del defunto. In base alla parentela ci sono delle aliquote di reversibilità che stabiliscono l’importo erogato al superstite (o ai superstiti aventi diritto). Il 6o% della pensione per il coniuge solo, ad esempio, o il 100% per il coniuge con due figli oppure il 15% per un genitore.

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Pensione di reversibilità e contributi, quanti sono necessari per ricevere il trattamento?

Quando parliamo di contributi il riferimento è alla pensione indiretta, quella  erogata ai superstiti di un assicurato INPS deceduto. Per poter ricevere il trattamento sarà necessario che l’assicurato abbia maturato quindici anni di anzianità assicurativa e contributiva o cinque anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno tre nei cinque anni precedenti alla data del decesso.

Si possono sommare i contributi da lavoro dipendente e quelli da lavoro autonomo per raggiungere le suddette soglie. Non raggiungendo i requisiti, il superstite avrà diritto unicamente ad un’indennità una tantum chiamata indennità per morte. L’importo dipenderà dall’entità dei contributi maturati ma l’erogazione è soggetta ad una condizione. Il deceduto dovrà aver maturato nei cinque anni precedenti alla morte minimo 52 settimane di contributi.

Passiamo ora ad un’ultima importante informazione sulla pensione ai superstiti. Non è legata unicamente ai contributi ma anche ai redditi dei parenti beneficiari. Gli importi dei trattamenti (pensione di reversibilità e pensione indiretta) si cumulano con i redditi del superstite e solo rimanendo entro determinate soglie si potrà ricevere la misura. Non solo, in base al reddito si capirà se saranno applicate delle riduzioni nella somma corrisposta al superstite (soggetta a rivalutazioni annuali).

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