Ritardi per ricevere il TFR e TFS destinati a docenti e personale ATA della scuola. Si chiede una norma per sveltire la procedura.
Il TFR (Trattamento di fine rapporto) e il TFS (Trattamento di fine servizio) non è altro che la liquidazione (o buonuscita) che spetta hai lavoratori all’uscita dal mondo del lavoro.
Tuttavia, per alcuni pensionati i tempi per ricevere l’importo totale arriva sempre più in ritardo. Nello specifico, si tratta del personale della scuola, docenti e ATA, che hanno chiesto all’INPS di trovare un metodo per sveltire la normativa.
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Il Trattamento di fine rapporto e di fine servizio destinato ai docenti e al personale ATA in forza negli istituti scolastici preoccupa anche il Consiglio di indirizzo e vigilanza (CIV) dell’INPS.
Infatti, in una nota si legge che da più parti sono iniziate azioni normative per garantire ai lavoratori della pubblica amministrazione di ottenere la buonuscita in tempi più accettabili.
Nello stesso tempo, è stato chiesto all’INPS di creare un progetto specifico per ridurre i tempi di erogazione dei due trattamenti che, come sappiamo, sono già di per sé lunghi. Inoltre, le tempistiche dipendono dalle motivazioni che hanno portato alla cessazione del rapporto di lavoro:
Tuttavia, i tempi possono ulteriormente allungarsi anche per altre cause.
17.539 sono le domande per l’anticipazione del TFS e del TFR presentate nel 2023 di cui:
Raccogliendo le segnalazioni il CIV ha rilevato che l’iter di erogazione del TFR e del TFS, ma anche la nuova prestazione di anticipo TFS/TFR subisce dei ritardi non solo per una “lentezza” normativa.
In effetti, il ritardo è imputabile anche ad altri fattori come:
Queste carenze hanno aumentato i contenzioni, specialmente i alcune aree geografiche.
Infine, i ritardi per ottenere queste prestazioni sono stati segnalati anche dalla Corte Costituzionale che chiede al legislatore di individuare mezzi e modalità per attuare un riforma in materie.
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