Alcuni pensionati dovranno dire addio agli incrementi degli assegni, almeno fino a febbraio 2024. Quali sono le cause di tale ritardo?
Il cedolino pensione di gennaio 2024 riporterà, per molti contribuenti, la stessa somma attribuita nel mese di dicembre 2023.
Quello che cambierà sarà soltanto una riduzione dell’IRPEF, come conseguenza della Riforma finanziaria apportata dalla nuova Legge di Bilancio. Per quale motivo non ci sarà l’accredito del tanto atteso incremento?
La causa risiede nel fatto che il nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni non è ancora entrato in vigore. La Manovra finanziaria, infatti, ha apportato importanti modifiche al sistema delle rivalutazione degli assegni, che si tradurrà in un cambiamento delle percentuali, soprattutto per le prestazioni con importo compreso tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo e per quelle superiori a 10 volte il minimo. Per queste ultime, infatti la percentuale passerà dal 32% al 22%.
Al momento, tuttavia, non ci sono notizie ufficiali sul preciso ammontare della rivalutazione e, per tale ragione, gli aumenti non saranno applicati sul cedolino del mese di gennaio 2024. Questa decisione si è resa necessaria per evitare quello che era già successo nel 2023, quando è stato effettuato un ricalcolo della percentuale di rivalutazione nel mese di febbraio. In tale occasione si è rischiata la trattenuta anche delle somme già erogate.
Per questo motivo, l’INPS ha deciso di aspettare notizie ufficiali, prima di modificare gli importi degli assegni pensionistici.
Il posticipo degli aumenti delle pensioni a febbraio 2024 non vale per tutti contribuenti ma solo per alcune categorie.
Nell’ipotesi in cui la rivalutazione sia al 100%, infatti, con un incremento pieno del 5,4%, le modifiche saranno apportate già nel cedolino di gennaio. In particolare, riceveranno in anticipo il beneficio tutti i pensionati che percepiscono una prestazione il cui ammontare lordo è pari a un importo non maggiore a 4 volte il trattamento minimo e, cioè, a 2.271,76 euro. Per questa categoria, verranno accreditati circa 122 euro lordi in più.
Coloro che, invece, hanno una pensione maggiore a tale soglia, avranno diritto a una rivalutazione solo parziale, compresa tra il 4,5% e il 2,5%. Queste percentuali non dovrebbero essere modificate ma, per evitare incomprensioni, l’applicazione effettiva dell’aumento è stata rimandata di qualche settimana. Chi rientra in tale categoria, dunque, dovrà attendere.
Di conseguenza, gli importi aggiornati verranno corrisposti a partire dal mese di febbraio, per chi ha una pensione superiore a 4 volte il trattamento minimo. Si avrà diritto, ovviamente, anche agli arretrati spettanti a gennaio.
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