Nuovi aumenti sulle tariffe telefoniche: i trucchi per difendersi dal caro prezzi

Gli operatori telefonici intenzionati ad aumentare i prezzi delle offerte dovranno rispettare una regola fondamentale. Di quale si tratta?

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha adottato il nuovo Regolamento che disciplina i contratti tra gli operatori di telecomunicazioni e gli utenti.

aumento tariffe telefoniche
Come difendersi in caso di aumento delle tariffe telefoniche? – InformazioneOggi.it

La novità assoluta consiste nell’introduzione dell’indicizzazione delle tariffe al tasso di inflazione. Recependo le regole del nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche, sono stati previsti una serie di strumenti per tutelare i consumatori nelle ipotesi di incrementi tariffari.

Particolarmente importanti sono il consenso esplicito da parte del cliente, il diritto di recesso e l’obbligo per gli operatori di assicurare la trasparenza nelle comunicazioni.

L’intervento dell’AGCOM si è reso necessario dopo che vari operatori telefonici, come Wind e Tim, avevano deciso di introdurre la clausola inflazione, comportante un aumento annuale del prezzo dell’abbonamento a seconda dell’indice di inflazione.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha, dunque, adottato una delibera che abolisce tale clausola. Se, infatti, gli operatori telefonici vogliono modificare i costi degli abbonamenti in base ai dati ISTAT, devono farlo non solo nell’ipotesi di aumento dell’inflazione ma anche di calo.

Nel caso di incrementi eccessivi dei prezzi, gli utenti potranno rescindere il contratto senza penali o costi di recesso.

Per assicurare la trasparenza di tutte le operazioni, inoltre, le compagnie dovranno pubblicare una tabella indicante tutti gli aumenti relativi agli indici di inflazione ricompresi tra il 2% e il 7%.

Obblighi degli operatori telefonici e strumenti di tutela per i consumatori: cosa ha stabilito l’AGCOM?

La delibera dell’AGCOM prevede una soglia massima di 24 mesi per la durata iniziale di ogni tipologia di contratto.

Dopo tale termine, l’utente può recedere in ogni momento, previo preavviso di massimo un mese, senza il rischio di dover pagare penali o costi di disattivazione. Deve, però, esserci una ricezione ottimale del servizio durante tutto il periodo di preavviso e devono risultare coperte le eventuali rate per smartphone o altri dispositivi.

Il sottoscrittore del contratto, inoltre, avrà il diritto di recedere in maniera gratuita, nell’ipotesi di variazione delle condizioni da parte dell’operatore telefonico (come nel caso di un incremento delle tariffe).

La delibera dell’AGCOM evidenzia la necessità che i contratti siano redatti in forma chiara e trasparente e che siano comprensibili per tutti gli utenti. Nel dettaglio, devono contenere la lista di ben 18 informazioni obbligatorie, tra cui l’adeguamento all’inflazione e i costi per il recesso.

Nel caso di rescissione del contratto, tutti gli operatori dovranno consentire il passaggio ad altri fornitori con estrema facilità, senza la predisposizione di penali, nell’ipotesi in cui dovessero esserci difformità tra le condizioni iniziali e quelle realmente applicate.

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