Gerry Scotti chiede stop alla pensione parlamentare, nessuno gli dà retta e fa un gesto incredibile

Gerry Scotti ha più volte chiesto che la pensione da parlamentare non gli venisse più erogata ma il suo desiderio non è stato ancora esaudito.

Tra il 1987 e il 1992 Gerry Scotti ricoprì il ruolo di deputato del Partito Socialista Italiano. Un periodo da dimenticare, in cui ha dato poco e ricevuto poco.

Gerry Scotti e la pensione da parlamentare
Gerry Scotti e la pensione da parlamentare – Ansa Foto (Informazioneoggi.it)

Gerry Scotti riceve mensilmente 1.016 euro di pensione parlamentare per il ruolo di deputato ricoperto dal 1987 al 1992. Per cinque anni si è lasciato travolgere da questa esperienza politica nelle fila del Partito Socialista Italiano, allora sotto la guida di Bettino Craxi.

Cinque anni in cui sente che il suo contributo è stato minimo a differenza dei risultati ottenuti in ambito televisivo. “Ho ricevuto poco perché ho dato poco” sono le parole di Gerry Scotti. Un’esperienza non positiva, dunque, per la quale non sente di avere meriti. Ecco perché dal 2014 il conduttore chiede che la pensione parlamentare non gli sia più erogata. La risposta è stata che i pagamenti non possono essere sospesi. Allora i soldi ricevuti per quella prestazione da dimenticare sono stati donati in beneficienza alle famiglie dei caduti nell’adempimento del proprio lavoro.

La pensione parlamentare si può cancellare?

Con i soldi della pensione parlamentare Gerry Scotti ha sostenuto le famiglie che hanno perso un figlio, un papà, un marito, un fratello durante lo svolgimento del proprio lavoro. Gli incidenti sul lavoro sono troppi e lasciano in un buco nero i parenti delle vittime.

Il conduttore ha continuato la sua battaglia per far sì che i soldi della pensione da parlamentare non venissero più corrisposti chiedendo che si potesse rinunciare al diritto semplicemente con una firma. L’obiettivo di Gerry Scotti è permette a chi lo desiderasse di rinunciare alle indennità spettanti per aver avuto incarichi statali per la Repubblica.

Uno strumento considerato molto importante dal conduttore televisivo ma per il quale probabilmente si dovrà attendere ancora. Le precedenti richieste sono giunte a Silvio Berlusconi, a Matteo Renzi e anche a Giuseppe Conte. Ora sarà la volta di Giorgia Meloni, chissà se finalmente accoglierà la richiesta. Nell’attesa i soldi continuano ad essere donati in beneficienza. Sono più di diecimila euro all’anno, una cifra che può tornare utile a chi è in difficoltà e ha tanti ostacoli da superare. Non come quelli di altri che ricevono la pensione parlamentare pur avendo prestato un servizio dal minimo impegno.

L’esempio di Gerry Scotti sarà seguito? Se lo strumento per rinunciare alle indennità dovesse arrivare davvero quanti lo utilizzerebbero?

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