Per il pagamento del TEFA, bisogna usare un codice tributo differente da quello della TARI. Scopriamo come effettuare l’operazione correttamente.
Fino al 2020, nella tassa sui rifiuti, era ricompreso anche il TEFA. Dal 2021, invece, il TEFA, il Tributo per l’Esercizio delle Funzioni di Tutela, Protezione e Igiene dell’Ambiente, è differenziato dalla TARI, la tassa sui rifiuti.
Di conseguenza, per il versamento dell’importo tramite modelli F24 e F24 Enti Pubblici, bisogna indicare codici tributo diversi.
In seguito alla suddivisione delle due tasse, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato, come la Risoluzione n.5/E del 18 gennaio 2021, i nuovi codici per il pagamento del TEFA.
Nel dettaglio, sono i seguenti:
Al momento della compilazione del modello F24, i tre codici tributo sono indicati nella Sezione “IMU e altri tributi locali“, accanto alle somme dovute, nella colonna “Importi a debito versati“.
Nel dettaglio, il contribuente deve seguire le seguenti istruzioni:
Per la compilazione del modello F24 EP, invece, i nuovi codici tributo comunicati dall’Agenzia delle Entrate sono inseriti nella sezione “TARES-TARI” (valore 5), accanto agli importi relativi alla colonna “importi a debito versati“.
In questo caso, vanno seguiti i seguenti principi:
Dai trasporti ai bonus per l’acquisto dei decoder televisivi, fino alle regole INPS sui lavori…
La pensione di reversibilità può spettare anche all’ex coniuge divorziato senza assegno divorzile periodico. Una…
Il nuovo BTP Italia Sì torna al centro dell’attenzione dei risparmiatori italiani grazie alla protezione…
L’Agenzia delle Entrate rafforza l’assistenza dedicata alla dichiarazione precompilata con aperture straordinarie degli uffici territoriali…
Venerdì 29 maggio 2026 si annuncia una giornata complessa per chi deve viaggiare. Lo sciopero…
Torna una delle scadenze fiscali più delicate del 2026. I contribuenti che hanno aderito alla…