Diversi contribuenti possono evitare di pagare la TARI o corrispondere cifre inferiori rispetto a quelle dovute.
Scopriamo in quali casi è possibile risparmiare sul pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti.
Ogni anno gli italiani devono pagare la TARI tramite bollettini di pagamento precompilati inviati presso il domicilio. L’importo da versare è oneroso soprattutto in alcuni Comuni italiani. Diventa utile, così, sapere quali sono i casi in cui la tassa non deve essere corrisposta e quando, invece, è possibile ridurre la cifra da pagare.
L’unico caso di esenzione dal pagamento secondo la Legge è quando la casa risulta disabitata, priva di arredi e utenze. La tassa non si paga, dunque, se l’abitazione di proprietà è inagibile per il principio che mancando luce, acqua, gas, fognature non si producono rifiuti.
Per una casa disabitata ma con allacci e arredi, invece, la TARI deve essere corrisposta ugualmente. Non si paga per i terreni agricoli e per tutti i terreni che non producono i rifiuti ad esclusione, dunque, dei terreni edificabili.
In altri casi sono previsti sconti sull’importo dell’imposta. La riduzione del 20% è concessa per il mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti mentre quella dell’80% si attua per sospensione del servizio per motivi sindacali o impedimenti organizzativi non prevedibili nonché quando si riscontra una grave violazione della disciplina di riferimento nello svolgimento del servizio.
Agevolazioni sono previste, poi, nelle zone dove vige l’auto-smaltimento in misura proporzionale alla quantità di rifiuti speciali assimilati e riciclati. Uno sconto del 10% viene applicato da diversi Comuni se il contribuente sfrutta i contenitori per la creazione del compost per riciclare gli scarti organici.
Infine, uno sconto fino al 40% è previsto qualora il cassonetto della spazzatura sia in posizione non agevole rispetto all’abitazione del contribuente.
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