I lavoratori che svolgono mansioni usuranti possono andare in pensione prima, ma solo se rispettano determinati requisiti.
Gli addetti a lavori particolarmente complicati e gravosi possono smettere di lavorare grazie all’Ape Sociale e a Quota 41 per precoci.
Per accedere alla prima misura sono necessari i seguenti presupposti:
Per Quota 41 lavoratori precoci, invece, sono necessari 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Il beneficiario, però, deve aver svolto almeno 1 anno di lavoro effettivo prima del 19° anno di età e l’attività gravosa deve essere stata compiuta per almeno 6 anni negli ultimi 7 o per almeno 7 anni negli ultimi 10.
La pensione anticipata, però, spetta solo a coloro che svolgono mestieri qualificati con determinati Codici Istat. Scopriamo a cosa servono.
Un Lettore ha inviato il seguente quesito:
“Sono un operaio specializzato del settore navalmeccanico ed eseguo lavorazioni di manutenzione, riparazione, costruzione navale. Ho fatto richiesta di pensionamento come addetto a lavori usuranti e mi hanno respinto il riconoscimento perché il codice Istat non è conforme. L’azienda si rifiuta di compilare il Modulo AP45, malgrado abbia un Codice Ateco ad altissimo rischio. Cosa devo fare? Grazie.”
L’Allegato A del Decreto del Ministero del Lavoro del 26 febbraio 2018 attribuisce specifici Codici Istat ai lavori usuranti.
Può, tuttavia, capitare che il Codice assegnato si riferisca ad un’attività che, in realtà, non è quella effettivamente corrispondente alla mansione svolta. Gli interessati, purtroppo, si accorgono dell’errore solo al momento della presentazione della domanda di pensione, quando l’INPS respinge l’istanza. Cosa succede in questi casi?
Per non rischiare di dover rinunciare alla pensione anticipata tramite l’Ape Sociale o Quota 41 per lavoratori precoci, è consigliabile rivolgersi sempre ad un Patronato oppure all’INPS, prima di inviare la richiesta di pensionamento. In questo modo, si può controllare se il Codice Istat è corretto.
Il Codice corretto riferito al nostro gentile Lettore dovrebbe essere “6.2 Operai metalmeccanici specializzati e installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche“.
Se, invece, l’errore viene scoperto dopo l’inoltro della domanda di pensione, si può chiedere la rettifica al proprio datore di lavoro, che dovrà contattare l’INPS e, nell’ipotesi di divergenza tra retribuzione e contribuzione, pagare.
Consigliamo al Lettore di contattare un avvocato che si occupa di previdenza, per capire se ci sono i presupposti per usufruire della pensione anticipata nonostante l’errore e se è possibile rivalersi sull’azienda che rifiuta la compilazione del Modello AP45.
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