Pensione di invalidità: comunicazione shock dell’INPS, cambia tutto

L’INPS ha modificato le soglie reddituali per accedere alla pensione di invalidità. Quali sono le novità per accedere al sussidio?

L’Istituto di Previdenza ha comunicato che verranno cambiati alcuni requisiti per l’erogazione delle pensioni di invalidità civile.

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Nuovi parametri pensione di invalidità – InformazioneOggi.it

Tramite il Messaggio n. 2705 del 18 luglio 2023 ha sottolineato che deve essere preso come parametro il reddito al lordo delle ritenute fiscali e non più, come avveniva finora, al netto.

Quali sono le conseguenze di questa decisione? Che molti attuali beneficiari, purtroppo, dovranno dire addio alle prestazioni oppure inizieranno a percepirle in misura ridotta.

Ad esempio, Tizio, invalido all’80%, ha un reddito di 5 mila euro al netto delle ritenute fiscali (inferiore alla soglia di 5.391,88 euro annui) e percepisce l’assegno mensile di assistenza per invalidi parziali di 313,91 euro al mese.

In base alle nuove direttive dell’INPS, Tizio supererebbe la cifra massima stabilita e, dunque, non avrebbe più diritto all’assegno.

Ma la variazione del limite reddituale avrà anche altre conseguenze.

Pensione di invalidità: gli effetti delle nuove soglie reddituali

Nelle prossime settimane l’INPS sarà costretto a ricalcolare tutte le cifre delle pensioni di invalidità e, se necessario, a revocare i sussidi a coloro che hanno perso i requisiti richiesti.

Per effetto della modifica, dovranno essere considerati, ai fini della concessione della pensione di invalidità, tutti gli oneri deducibili, ad esempio, i contributi previdenziali e assistenziali, gli assegni erogati al coniuge separato, le donazioni a organizzazioni non governative.

Quali sono i requisiti per avere diritto alle prestazioni legate al l’invalidità? Nel dettaglio:

  • assegno mensile di assistenza: invalidità di almeno il 74%, età compresa tra i 18 e i 67 anni e reddito personale annuo non superiore a 5.391,88 euro, comprensivi di ritenute fiscali e oneri deducibili;
  • pensione di inabilità civile: invalidità del 100%, età compresa tra i 18 e i 67 anni e reddito personale annuo minore di 17.920 euro, comprensivi di ritenute fiscali e oneri deducibili.

Ricordiamo, inoltre, che agli invalidi parziali non spetta l’incremento al milione.

L’assegno mensile di assistenza non può essere corrisposto a coloro che già percepiscono le seguenti prestazioni:

  • pensioni di invalidità lavorativa riconosciute dall’INPS o da altri Enti;
  • pensione diretta di invalidità per causa di guerra, di lavoro o per causa di servizio, incluse le rendite INAIL.

Pagamento della rata di settembre: ecco il calendario

La pensione di invalidità del mese di settembre verrà erogata da venerdì 1°, per coloro che hanno scelto come modalità di pagamento l’accredito postale o bancario.

I beneficiari che, invece, hanno optato per il ritiro in contanti dovranno rispettare il seguente calendario, stilato a seconda della lettera iniziale del cognome:

  • venerdì 1° settembre: cognomi A e B;
  • mattinata di sabato 2 settembre: cognomi C e D;
  • lunedì 4 settembre: Cognomi dalla E alla K;
  • martedì 5 settembre: Cognomi dalla L alla O;
  • mercoledì 6 settembre: Cognomi dalla P alla R;
  • giovedì 7 settembre: Cognomi dalla S alla Z.
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