La verità sul bonus casa e comodato d’uso: cosa accade alla scadenza del contratto

Il comodatario che paga i lavori può usufruire del Bonus casa ma cosa accade se il contratto scade? La risposta è data dall’AdE.

La normativa stabilisce che i Bonus per la casa spettano a chi sostiene il pagamento degli interventi e detiene l’immobile.

Bonus casa e comodato d'uso
Bonus casa, a chi rimane dopo la fine del contratto? – Informazioneoggi.it

Nel contratto di comodato una parte consegna ad un’altra un immobile o un bene mobile da sfruttare per un determinato periodo di tempo e poi riconsegnare nelle stesse condizioni. La disciplina è stabilita dal Codice Civile negli articoli 1803 e seguenti. Il contratto di comodato è gratuito per natura ma può anche essere oneroso se il bene si riceve in cambio di una prestazione.

Il comodatario ha l’obbligo di conservare la casa in modo adeguato, deve custodirla con la diligenza del buon padre di famiglia – afferma la normativa. Può anche intervenire con lavori per ristrutturare e ammodernare l’abitazione. E per risparmiare può fare domanda dei Bonus casa. Questi sono concessi a chi sostiene la spesa e detiene l’immobile sul quale si interverrà a titolo idoneo (proprietà, usufrutto, comodato, locazione). Cosa accade, però, se il contratto dovesse scadere prima di aver usufruito del Bonus?

Bonus casa, se paga il comodatario cosa succede alla scadenza del contratto?

Il Bonus casa spetta al comodatario che paga le spese dei lavori da effettuare sull’immobile. Se la spesa è sostenuta da un familiare convivente del comodatario sarà il familiare stesso beneficiario della detrazione. Valgono, dunque, le stesse regole previste per la locazione. Se l’inquilino paga i lavori potrà usufruire dei Bonus casa.

Bonus casa a chi spettano le detrazioni
La risposta dell’Agenzia delle Entrate – Informazioneoggi.it

Al contrario se le spese sono pagate dal comodante (o dal locatore) sarà quest’ultimo ad ottenere la detrazione fiscale anche non detenendo materialmente l’abitazione. Detrazione che, ricordiamo, si spalma su più anni – generalmente dieci (come il Bonus ristrutturazione) o cinque (come il Bonus barriere architettoniche).

Può succedere che il contratto di comodato scada prima che l’ultima quota sia erogata. Cosa accade alle quote residue spettanti al comodatario? A dare una risposta l’Agenzia delle Entrate con la Circolare numero 17/E del 2023. Chiarisce come qualora il comodato – o la locazione – dovesse cessare non cadrà il diritto all’agevolazione concessa a chi ha pagato le spese. Significa che il comodatario continuerà a fruire della detrazione ricevendo tutte le quote spettanti pur non avendo più titolo sull’immobile.

Riassumendo, chi paga le spese ha diritto ai Bonus casa e continuerà a fruire delle detrazioni fino alla scadenza naturale del contratto anche nel caso in cui il contratto di comodato dovesse scadere prima dell’ultima erogazione. Ciò vale non solo per il titolare dell’immobile ma anche se a sostenere le spese è

  • un familiare convivente come il coniuge, i parenti fino al terzo grado e gli affini entro il secondo grado,
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’ex,
  • il componente dell’unione civile,
  • il convivente more uxorio,

a condizione che abbiano pagato le spese dei lavori effettuati.

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