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Economia

Come si rettifica l’ISEE per il riconoscimento dell’Assegno Unico? L’INPS svela come compilarlo correttamente

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Se non si vuole rischiare la sospensione dell’erogazione dell’Assegno Unico, bisogna correggere l’ISEE eventualmente non conforme. In che modo?

Sono state finalmente diffuse le istruzioni dall’INPS per la corretta compilazione dell’ISEE ai fini della domanda per l’Assegno Unico.

L’ISEE è fondamentale per percepire l’Assegno Unico – InformazioneOggi.it

L’importo della prestazione, infatti, viene determinato sulla base del reddito del nucleo familiare risultante dall’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). Scopriamo cosa succede se la documentazione è errata o incompleta.

ISEE per Assegno Unico: l’INPS svela come compilarlo correttamente ed evitare il blocco del sussidio

Con un nuovo messaggio, l’lNPS ha evidenziato che cosa succede all’Assegno Unico se ci sono difformità oppure omissioni relative al patrimonio mobiliare oppure al reddito dichiarato nel modello ISEE.

Come si modifica l’ISEE errato? – InformazioneOggi.it

Nel caso di ISEE non conforme, l’interessato può regolarizzare la propria posizione in uno dei seguenti modi:

  • presentando una nuova e corretta Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU);
  • chiedendo al CAF la rettifica della DSU presentata, nel caso in cui sia stato compiuto un errore materiale;
  • inoltrando all’INPS la documentazione che attesta la veridicità dell’ISEE.

Se si tratta di irregolarità relative al patrimonio mobiliare, possono essere presentati i seguenti documenti:

  • certificazione dell’intermediario finanziario (per esempio, l’estratto conto) che attesta la correttezza dei dati finanziari specificati nella DSU;
  • denuncia presentata all’Autorità competente dalla quale risulta che l’omissione del rapporto finanziario nella DSU non è dovuta ad una colpa del titolare del rapporto;
  • certificazione dell’intermediario finanziario che attesta la chiusura del rapporto finanziario omesso nella DSU negli anni antecedenti a quelli a cui la Dichiarazione si riferisce (per esempio, se la DSU è stata inviata a gennaio 2023, il rapporto omesso deve essere chiuso prima del 2021, altrimenti doveva essere inserito nella Dichiarazione);
  • documentazione rilasciata dall’intermediario finanziario che certifica la mancanza del rapporto finanziario che è stato omesso nella DSU a causa di un errore dell’intermediario, non riconducibile al titolare del rapporto;
  • documentazione da parte sia dell’istituto di credito sia della società che gestisce il risparmio, che prova la consistenza del patrimonio mobiliare.

Per quanto riguarda il reddito difforme oppure omesso, invece:

  • documentazione dell’Agenzia delle Entrate che prova che l’omissione o la difformità risultante dall’ISEE non è più valida (per esempio, il datore di lavoro ha inviato all’Agenzia delle Entrate una Certificazione Unica sbagliata) e, quindi, la cifra indicata nella DSU è giusta.

Nuova data di scadenza per la regolarizzazione delle situazioni non conformi

Con il Messaggio n. 2913 dell’8 agosto, l’INPS ha, inoltre, comunicato che, a partire da novembre 2023, in caso di mancata rettifica delle difformità o delle omissioni dell’ISEE, verrà riconosciuto l’importo minimo dell’Assegno Unico.

Inizialmente, la data di decorrenza di tale novità era stata fissata per settembre 2023, ma poiché durante i mesi estivi potrebbero esserci maggiori difficoltà per correggere gli errori, il termine è stato posticipato a novembre.

In ogni caso, sarà l’INPS ad avvertire il richiedente della presenza di omissioni o errori, attraverso PEC, email oppure sms.

La presentazione di una nuova DSU entro il 31 dicembre non comporta alcun pregiudizio sull’importo dell’Assegno Unico, che verrà erogato per intero.

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