Ayrton Senna e la tragica fine: ecco cosa accadde 29 anni fa

Il primo maggio del 1994, durante il GP di San Marino, morì Ayrton Senna. Ecco cosa accadde in quel giorno nefasto di tanti anni fa.

La F1 ci ha fatto vivere dei momenti esaltanti, ma anche tante delusioni e non solo dal punto di vista sportivo e del tifo. Il week-end più nero della storia di questo sport si è consumato ben 29 anni fa, quando il Gran Premio di San Marino fu sporcato da una lunga scia di sangue, che ci portò via anche Ayrton Senna, ovvero il pilota più amato di tutti.

Senna (ANSA)
Senna ed il tragico GP di Imola (ANSA)

Il campione brasiliano era nato a San Paolo del Brasile il 21 marzo del 1960, e sin da giovanissimo aveva messo in mostra un talento fuori dal comune, che lo avrebbe portato in F1 nel 1984, al volante della Toleman. Il triennio successivo lo portò a conquistare le prime pole position e vittorie con la Lotus, ma fu la McLaren-Honda a portarlo in cielo.

Senna vinse tre mondiali tra il 1988 ed il 1991, consumando una dura battaglia con Alain Prost. I primi segni di cedimento nel rapporto con Ron Dennis emersero nel 1992, quando il dominio passò alla Williams-Renault, prima con Nigel Mansell e poi proprio con il francese, che vinse il quarto titolo nel 1993.

Nel 1994 arrivò la grande occasione per Ayrton, che passò così alla Williams al posto di Prost, il quale aveva deciso di appendere il casco al chiodo. Tutto sembrava pronto per vincere il quarto mondiale, ma le nuove regole, che tolsero le sospensioni attive, tagliarono le gambe al team di Sir Frank ed allo stesso brasiliano.

Senna, ecco come avvenne la sua scomparsa

Il 1994 si aprì nel modo peggiore possibile per Ayrton Senna, che si ritirò sia in Brasile che ad Aida, al GP del Pacifico, dopo aver fatto segnare comunque due pole position. Il dominio passò alla Benetton-Ford di Michael Schumacher, che vinse le prime due tappe andando in fuga nel mondiale.

Il terzo appuntamento era previsto ad Imola, con il GP di San Marino, previsto tra il 29 di aprile ed il primo maggio. Per Ayrton era già un’ultima occasione, perché in caso di ulteriore vittoria del tedesco, il mondiale sarebbe stato praticamente compromesso, contro ogni previsione.

Il fine settimana di Imola prese subito una piega tragica, visto che Rubens Barrichello, a bordo della Jordan-Hart, ebbe un terribile incidente nelle prove libere, uscendo di pista alla Variante Bassa, uscendone vivo per miracolo. La fortuna, tuttavia, svanì nel nulla nelle ore successive, ed il primo a farne le spese fu Roland Ratzenberger, che morì durante le qualifiche di sabato 30 aprile.

L’austriaco andò a sbattere con la sua Simtek-Ford alla Curva Villeneuve, morendo praticamente sul colpo. Senna, sconvolto, decise comunque di prendere parte alla gara infilando una bandiera dell’Austria nella sua Williams, per poter rendere omaggio a Roland alla fine della domenica.

All’inizio del settimo giro di gara, Ayrton perse la macchina al Tamburello, a causa del cedimento del piantone dello sterzo. Un braccetto della sospensione anteriore sinistra si infilò tra casco e visiera, sfondandogli il cranio ed uccidendolo in un istante. Il brasiliano si spense alle ore 18:40 del pomeriggio, all’Ospedale Maggiore di Bologna. Per la F1 si trattò della fine di un’era, e da quel momento in poi, la sicurezza fu messa al primo posto.

 

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