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Economia

Novità Bonus tende 2023, sconto ancora possibile ma con dettagli diversi

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Vi proponiamo una panoramica sul Bonus tende attivo nel 2023 per capire come funziona, a chi spetta la detrazione, quali documenti presentare.

Il Bonus schermature solari detto più semplicemente Bonus tende permette di usufruire della detrazione al 50% da spalmare in dieci anni.

InformazioneOggi.it

I cittadini che intendono cambiare le tende del balcone nel 2023 possono scartare l’idea di associare l’intervento ai lavori trainanti del Superbonus. Ricordiamo, infatti, che il Bonus edilizio ha subito significative modifiche che non lo rendono più accattivante come prima. La riduzione dell’aliquota dal 110% al 90% è un primo motivo ma non il più importante. A far tirare i remi in barca a molte famiglie il blocco della cessione dei crediti e dello sconto in fattura deciso lo scorso 16 febbraio con Decreto attuato a partire dal giorno 17. Significa che i lavori di ristrutturazione potranno essere effettuati unicamente richiedendo la detrazione al 90% ripartita in quattro anni. 

L’ipotesi più plausibile, dunque, è che il Bonus tende sia sfruttato nel 2023 esclusivamente con la classica detrazione al 50%.

Bonus tende, la detrazione di cui approfittare nel 2023

Il Bonus tende solari permette di approfittare della detrazione del 50% in dichiarazione dei redditi su un totale massimo di spesa di 60 mila euro. Le spese ammesse sono quelle effettuate per comprare tende esterne e interne indispensabili per la schermatura solare della casa.

Condizione necessaria che rispettino i requisiti stabiliti nell’Allegato M del Decreto 311/2006 (clicca qui per conoscere le regole tecniche presenti nell’allegato).

In alternativa è possibile accedere all’Ecobonus e ottenere la detrazione del 65% sempre che l’acquisto riguardi schermature solari o chiusure tecniche mobili oscuranti e sia legato ad interventi trainanti (come nel Superbonus).

Dalle detrazioni alle spese ammesse

La schermatura solare è un sistema di protezione dalla luce del sole e dal calore che permette una reazione variabile e controllata della luce e dell’energia riducendo il surriscaldamento degli ambienti. Di conseguenza permette di avere un risparmio energetico importante evitando anche di dover installare condizionatori e climatizzatori.

Ecco l’elenco della spese ammesse alla detrazione

  • tende da sole e da interni, per serre, a rullo e via dicendo,
  • infissi, persiane, veneziane, tapparelle, frangisole e via dicendo,
  • zanzariere e tende antinsetto se dotate di schermatura solare,
  • pergole con tende in tessuto o dotate di lamelle orientabili.

Inoltre è fondamentale rispettare altre condizioni. La tenda dovrà essere applicata

  • a protezione di una superficie vetrata esposta da est a ovest passando per sud,
  • all’esterno della finestra, all’interno o integrata alla finestra stessa.

Dovrà essere mobile – si potrà aprire e chiudere – e dotata di apposita documentazione volta a certificare il fattore solare (capacità di schermatura espressa il Gtot, uguale o inferiore a 0,25). Ricordiamo che è fondamentale per approfittare della detrazione effettuare il pagamento tramite bonifico parlante, postale o bancario e inviare all’ENEA la Scheda descrittiva dell’intervento entro 90 giorni.

La documentazione per richiedere il Bonus tende

Il cittadino che richiede il Bonus tende dovrà conservare 

  • fatture, ricevute, quietanze dell’intervento complete di dicitura “schermatura solare dinamica ai sensi del DL 311/2006 allegato M”,
  • certificazione del fornitore attestante la soddisfazione dei requisiti tecnici,
  • copia della ricevuta del bonifico parlante oppure online,
  • documentazione originale inviata all’ENEA completa di firma,
  • le schede tecniche dei componenti e la certificazione del fornitore,
  • la ricevuta dell’inoltro all’ENEA.

L’accesso alla misura è consentito ai proprietari di immobile, al nudo proprietario, inquilini in affitto, condomino, nuovo titolare dopo una cessione, alle imprese, alle associazioni tra professionisti nonché enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale e versano l’IRES e agli istituti autonomi per le case popolari.

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