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Superbonus e cessione del credito: facciamo chiarezza sulla tempistica

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Dal 17 febbraio 2023 chi avvierà i lavori del Superbonus non potrà più richiedere al cessione del credito né lo sconto in fattura ma solo la detrazione. E chi li ha già iniziati?

Un decreto improvviso ha tolto ai cittadini la cessione del credito come modalità di pagamento degli interventi ammessi al Superbonus.

InformazioneOggi.it

Il Governo Meloni ha scelto di bloccare la cessione del credito. Il fine è recuperare 30 miliardi di euro da riversare nella Riforma delle Pensioni. Una decisione presa in poco tempo, resa nota con un Decreto attuato nel giro di poche ore. Le nuove direttive sono attive dal 17 febbraio 2023. Sarà impossibile per i cittadini che inizieranno i lavori ammessi ad un Bonus edilizio dopo questa data poter evitare il pagamento. L’unica strada ammessa, infatti, è la detrazione con rimborso spalmato in più anni. Non bastava, dunque, l’abbassamento dell’aliquota dal 110% al 90%. Il 2023 si è reso protagonista con un’ulteriore notizia che ha gettato i cittadini nello sconforto.

Chi potrà permettersi di anticipare il costo totale dei lavori? L’esecutivo potrebbe tornare sui suoi passi con qualche accorgimento ulteriore che sia dalla parte dei contribuenti – se non di tutti almeno di alcuni. Ma oramai il Superbonus perderà sempre più proseliti. Non che fosse ambìto dato le ottanta criticità rilevate ma d’ora in poi probabilmente andrà scomparendo.

Superbonus, cessione del credito e termine dei lavori

Poniamo il caso di contribuenti che sono riusciti a fare domanda in tempo di accesso al Superbonus 110%. Ricordiamo che la scadenza di presentazione della CILA con precedente delibera dei lavori – parlando di interventi condominiali – è stata fissata al 24 novembre 2022. Con riferimento alle villette, invece, il 110% è utilizzabile solamente avendo terminato il 30% dei lavori di ristrutturazione ammessi al Superbonus entro il 30 settembre 2023 e pagando tutte le spese entro il 31 marzo 2023.

Una volta assicurato il 110% cosa accade se non si riesce a trovare una ditta che effettui i lavori e qualcuno a cui cedere il credito? Un tempo di scadenza dei lavori non è stabilito ma occorre prestare attenzione alla formulazione della delibera condominiale con riferimento ai lavori del Superbonus in un condominio. Come già detto se gli interventi sono stati deliberati entro il 25 novembre 2022 e la CILA è stata presentata entro questo termine ultimo allora l’aliquota sarà del 110%. Se la delibera è successiva allora bisognerà accontentarsi del 90%.

Il dettaglio che fa la differenza

Nel caso in cui la delibera dovesse contenere le condizioni legate ad una proposta di esecuzione dei lavori da parte di una ditta che prevedeva la cessione del credito e poi tali condizioni variassero allora quella stessa delibera non sarebbe più valida. I contribuenti, dunque, devono prima di ogni cosa verificare la validità della delibera e controllare la presenza di una data entro la quale dover terminare i lavori per poter ottenere l’agevolazione prevista. Da verificare, poi, la condizione che farebbe modificare l’aliquota di riferimento qualora venisse predisposto un cambiamento come previsto nel 2024 con riduzione dal 90 al 75%.

In ogni caso ad oggi difficilmente si troverà una banca o una ditta disposta ad accettare una cessione o uno sconto in fattura. A parte il blocco deciso dal Governo, infatti, il mercato è in una fase di congelamento con gli istituti di credito che dovranno controllare di poter gestire le richieste ammesse con la capienza fiscale a disposizione. L’alternativa è, al momento, iniziare i lavori, usare la detrazione in dichiarazione dei redditi e solo successivamente cedere le quote di detrazione rimaste (circolare numero 24 del 2020 dell’Agenzia delle Entrate).

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