Anticipo del Tfs, i lavoratori dicono “no”: nessuna convenienza a causa del rendistato

Stop all’anticipo del Tfs, i lavoratori dipendenti pubblici sono spaventati dai tassi arrivati al 5% e preferiscono restare lontani dalle banche.

Il rendistato ha scatenato il panico tra i lavoratori. La convenienza del chiedere l’anticipo del Tfs alle banche non esiste più, esiste un’altra via?

anticipo Trattamento
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Il Trattamento di Fine Servizio è la somma corrisposta ai dipendenti pubblici assunti prima del 1° gennaio 2001 al termine dell’attività lavorativa. Si tratta di una macroarea che include tre differenti tipologie di liquidazione ossia l’Indennità di Buonuscita (per dipendenti dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali, della Scuola, dell’Università e dell’AFAM), l’Indennità Premio di Servizio (assunti presso Enti Locali, Regioni e SSN) e l’Indennità di Anzianità (per i dipendenti degli Enti Pubblici non Economici e delle Camere di Commercio). Tutti i dipendenti pubblici assunti dal 1° gennaio 2001, invece, riceveranno il Trattamento di Fine Rapporto come i dipendenti del settore privato.

Il TFS verrà – al termine del rapporto lavorativo – corrisposto in un’unica soluzione se l’importo sarà inferiore a 50 mila euro, in due rate se compreso tra 50 mila e 100 mila euro e, infine, in tre rate per importi superiori a 100 mila euro. I tempi di erogazione sono molto lunghi, anche fino a cinque anni specialmente scegliendo una formula di pensionamento anticipato (i termini dell’erogazione del Trattamento decorrono dalla data del diritto teorico più favorevole tra 67 anni di età e 42 anni e dieci mesi di contributi e non dal collocamento a riposo). Per ovviare a questa lentezza burocratica esiste l’anticipo del Tfs ossia un finanziamento che i lavoratori possono richiedere alle banche per ottenere la somma spettante prima del tempo (per un massimo di 45 mila euro). Occorrerà, però, accettare il pagamento degli interessi.

Anticipo del Tfs, gli interessi pongono fine alla convenienza

Diverse banche propongono l’anticipo del Tfs ai dipendenti pubblici per consentire loro di ottenere la liquidazione – o parte di essa – in tempi brevi. Si tratta di una forma di finanziamento che prevede, dunque, degli interessi. L’importo massimo richiedibile è di 45 mila euro fino a poco tempo fa il tasso di interesse si aggirava intorno al 3/4%. Non il massimo della convenienza, certo, ma ancora sostenibile. Molti lavoratori si sono trovati costretti ad accettare il pagamento per poter ottenere subito il Tfs e poter, così, far fronte ad una spesa improvvisa o ad altre necessità economiche.

In generale, le banche concedono l’anticipo calcolando il tasso finale del finanziamento procedendo con la somma del rendistato e dello spread. Lo spread è sempre pari allo 0,40% mentre il rendistato varia essendo una fotografia del rendimento medio ponderato di un paniere dei Titoli di Stato. Lo scorso dicembre l’indice generale è schizzato a 3,804. C’è differenza, poi, a seconda delle fasce di vita residua. L’indice è arrivato a 3,296 a febbraio per la fascia 1 anno/1 anno e sei mesi mentre ha toccato e superato la soglia del 4,3% per la fascia 20 anni e sette mesi.

Conclusione? Richiedere l’anticipo del Tfs non è più conveniente e tanti lavoratori vi rinunciano attendendo i lunghi tempi di snellimento delle pratiche. Si è, però, in attesa di una sentenza che potrebbe dichiarare le norme sul pagamento differito introdotte dal Governo Monti illegittime. Significherebbe che l’attesa non sarebbe più ammissibile e che lo Stato dovrà trovare velocemente minimo dieci miliardi di euro per corrispondere tutti i trattamenti non erogati.

E nel frattempo? Come ottenere i propri soldi velocemente?

Mentre si attende la sentenza della Corte Costituzionale (dovrebbe arrivare il prossimo 10 maggio 2023), i lavoratori devono sapere che l’INPS ha attivato un servizio di erogazione del Tfs. Dal 1° febbraio dell’anno in corso i dipendenti pubblici possono fare riferimento all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale in veste di finanziatore per chiedere la liquidazione del Trattamento di Fine Servizio.

Quali i vantaggi di questa opportunità? I lavoratori della Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali potranno ricevere la somma spettante entro sei mesi. Stop, dunque, alle lunghe attese ordinarie. In più, l’interesse annuo sarà solamente dell’1% a cui aggiungere uno 0,5% una tantum per le spese di gestione della pratica (l’importo verrà trattenuto direttamente dal Tfs erogato). Un altro vantaggio consiste nel poter ottenere il 100% del Trattamento indipendentemente dalla forma di pensionamento.

Queste le condizioni necessarie per l’accesso al servizio imposte al richiedente:

  • essere in pensione e aver confermato l’adesione al Fondo Credito,
  • aver cessato il servizio senza diritto a pensione e in seguito ad un nuovo impiego essersi iscritto al Fondo Credito ed essere beneficiario del Tfs o del Tfr.

Per inoltrare la domanda di accesso al servizio INPS – decisamente più vantaggioso rispetto la proposta delle banche soprattutto ora in una situazione di rendistato alle stelle – basterà accedere al portale con le proprie credenziali digitali (SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità Elettronica) e seguire la procedura indicata nella sezione di riferimento.

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