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Economia

Superbonus 90% che confusione! In arrivo un Decreto contro il blocco dei crediti

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Pochi giorni fa la notizia dello stop alla cessione dei crediti e allo sconto in fattura del Superbonus 90%. Oggi si ipotizza un passo indietro con la preparazione di un nuovo Decreto.

Non sarebbe il Superbonus se ad una modifica non seguisse un’ulteriore modifica che cambia le direttive precedentemente indicate.

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Il Superbonus e i Bonus edilizi stanno diventando un incubo per gli italiani. Sarebbero dovuti essere una salvezza per il portafoglio comportando una spesa inferiore o pari a zero con riferimento alla ristrutturazione della casa. Invece questi anni si sono rivelati un tormento per i contribuenti. Sia per coloro che hanno già iniziato i lavori e ora non dormono per timore di incorrere in una delle ottanta criticità rilevate dal Centro Studi ICAF sia per i cittadini che speravano di poter approfittare del 110% durante il 2023. La manovra fiscale ha abbassato l’aliquota dal 110 al 90% già nell’anno in corso deludendo tanti contribuenti.

Non solo, un successivo Decreto di metà febbraio ha improvvisamente imposto il blocco della cessione dei crediti e dello sconto in fattura. A disposizione dei cittadini, dunque, solo la detrazione in quattro anni per il Superbonus e con tempistiche più lunghe per altri Bonus edilizi. Un duro colpo questo per tante famiglie. Ma già stiamo assistendo ad un piccolo passo indietro. La maggioranza è al lavoro per concedere delle deroghe. Scopriamo chi saranno i destinatari.

Superbonus e il ripensamento al blocco della cessione dei crediti

La maggioranza studia una sospensione dell’applicazione delle direttive del Decreto Superbonus che ha deciso lo stop alla cessione dei crediti fiscali e allo sconto in fattura con riferimento agli incentivi all’edilizia. I punti principali riguardano il Sismabonus, le case popolari e le onlus. Sembrerebbero essere stati esclusi dalle deroghe gli incapienti e le famiglie a basso reddito non beneficiarie della detrazione fiscale. Sarebbe stato troppo complesso trovare soluzioni per queste categorie ma non è escluso che con il tempo possano essere escogitate.

Si valuta anche una proroga ulteriore per le villette. Ricordiamo che il termine ultimo di pagamento dei lavori e dei materiali ammissibili al Superbonus è stato già spostato al 31 marzo per coloro che al 30 settembre 2022 hanno effettuato almeno il 30% degli interventi. Ora si pensa ad un nuovo spostamento della data in avanti ma nulla vi è ancora di certo.

L’ipotesi più plausibile per salvare i crediti relativi ai lavori del 2022 non ancora ceduti a banche o altri soggetti è procedere con una modifica al meccanismo di registrazione sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate. L’idea è di consentire con la sola apertura della pratica (e non con la sua conclusione) di poter approfittare poi della cessione del credito oltrepassando, così, la data del 31 marzo 2023. Il Ministero dell’Economia, la Ragioneria e l’AdE hanno studiato in modo approfondito tale possibilità e sembrerebbe che possa essere praticabile.

Le soluzioni al vaglio del Governo, i contribuenti attendono

La maggioranza si rivela essere ottimista sulla risolvibilità di alcuni problemi legati al Superbonus 90% e 110%. Tutto ruota intorno ai lavori iniziati nel 2022 o in fase di inizio nel 2023 prima dell’entrata in vigore del Decreto che ha bloccato la cessione e lo sconto in fattura (16 febbraio 2023). Nello specifico, l’esecutivo si sta concentrando sulle problematiche dell’edilizia libera. Qui prima si stipula un contratto – per esempio per il cambio dei serramenti con cessione o sconto del 50% – poi si versa l’acconto e infine si devono attendere due o tre mesi per l’inizio vero e proprio degli interventi. La problematica potrebbe essere risolta.

In generale, gli emendamenti dovrebbe riuscire a risolvere le problematiche legate alle cessioni dei crediti del 2022. C’è chi vede questo 31 marzo come un problema superabile e chi, come De Bertoldi, non vede una eventuale proroga come la soluzione alle difficoltà. 

I cittadini cosa possono fare? Aspettare pochi giorni dato che il 6 marzo è il giorno ultimo di presentazione degli emendamenti. Entro il 20 marzo, poi, dovrebbe arrivare il voto in Commissione Finanze e, dunque, la risposta per i contribuenti. La maggioranza spera che il clima di collaborazione che si respira possa portare a dei validi risultati. Lo sperano anche i cittadini che vorrebbero solamente definire chiaramente questo rapporto di amore e odio con il Superbonus 90% (o ancora per poco 110% in alcuni casi).

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