Fra pochi giorni ci sarà il collocamento di BTP Italia scadenza marzo 2028, ma proteggerà davvero dall’inflazione?
Dal 6 al 9 marzo il ministero dell’Economia e delle Finanze ha previsto il collocamento di BTP Italia con scadenza 14 marzo 2025.
In realtà, il collocamento avviene in due fasi: la prima, dal 6 all’8 marzo, è dedicata a risparmiatori e investitori privati, mentre la seconda (il 9 marzo) sarà destinata agli investitori istituzionali.
Si tratta di un titolo di Stato pensato per proteggere i risparmiatori privati (i cosiddetti retail) dall’aumento dei prezzi. Infatti, offre rendimenti che crescono con l’aumentare del tasso di inflazione italiana.
Gli investitori più esperti sanno che i BTP Italia sono titoli particolari e acquistarli offre una doppia possibilità di guadagno. Infatti, oltre al rimborso del capitale per i risparmiatori che detengono il titolo dall’acquisto fino alla scadenza anche un premio fedeltà. Per un approfondimento si consiglia la lettera del seguente articolo: “BTP Italia: nuovo collocamento dal 6 marzo con la possibilità di guadagnare 2 volte”.
Ma davvero protegge le famiglie dall’aumento dell’inflazione? Secondo gli esperti, il titolo fa ciò che il MEF ha promesso. Hanno una garanzia certa di recuperare il capitale nominale e in rischi di perdere tutto sono molto minimi. Però, nel caso di deflazione (ovvero abbassamento del tasso di inflazione) il capitale potrebbe aumentare considerevolmente.
In pratica, i BTP Italia essendo indicizzato all’inflazione ha un rendimento che potrebbe aumentare o diminuire in base all’andamento dell’inflazione. Per esempio, in base alle stime effettuate dalla Banca centrale europea (BCE) i livelli di inflazione entro il 2025 dovrebbe ritornare a essere del 3%. In questo caso i rendimenti saranno più bassi. Invece, in base alle stime effettuate il 27 febbraio che presentava sui titoli decennali un tasso lordo del 4,42% sarà probabile che la cedola di questi titoli sarà bella sostanziosa.
Insomma, sembrerebbe che il BTP Italia con scadenza marzo 2028 protegga dai rischi dell’inflazione. Però, analizzando i dati delle precedenti emissioni per gli analisti non è così semplice. Questo perché l’inflazione “consuma” comunque il capitale nominale e, quindi, seppur minima ci sarà sempre una piccola perdita di capitale.
Quindi, anche se questi titoli garantisco la restituzione del capitale nominale non potranno mai garantire una protezione al 100% dall’aumento dell’inflazione e del costo della vita.
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